Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

D’ALIA, 70MILA SINDACALISTI PAGATI DALLO STATO, MA NON SI PUÒ DIRE

Il ministro per la Pubblica Amministrazione Gianpiero D’Alia (Udc) vuole rendere pubblica la lista di quei dipendenti pubblici, 70 mila su 2,6 milioni di “statali” che, facendo a tempo pieno i sindacalisti, hanno il “distacco” dal loro posto di lavoro retribuito dalle casse dello Stato
13/02/2014 - Ma la lista dei 70 mila non è pubblicabile: lo vieta il Garante per la Privacy.
Mancanza di trasparenza che si verifica solo coi sindacalisti: non si riesce a pubblicare neanche l’elenco dei dirigenti e dei consulenti, con qualifica e stipendio, di un’azienda pubblica come la Rai. Scrive Francesco Grignetti su La Stampa: D’Alia s’è arrabbiato sul serio. «Sono - dice - a dir poco perplesso della decisione del garante. Pubblicare i nomi dei sindacalisti distaccati non si può, perché si ledono i loro diritti fondamentali. Sono meravigliato perché mi sembra un atto di doverosa trasparenza».

«Siccome i distacchi e i permessi rappresentano anche un costo per lo Stato, non capisco perché sia legittimo pubblicare i curricula, le situazioni patrimoniali, e anche le dichiarazioni dei redditi di chi riveste cariche pubbliche, dei dirigenti dell’amministrazione, dei dirigenti delle società partecipate e non i nomi dei sindacalisti che usufruiscono di distacchi e permessi. La loro non è un’attività segreta. La trasparenza servirebbe all’opinione pubblica e agli iscritti al sindacato per capire chi esercita effettivamente un diritto e chi ne approfitta solo per non lavorare».

La trasparenza è un concetto che fatica a passare. La Rai, per dire, fa finta di non capire che cosa stabiliscono le ultime leggi. E cioè che deve informare il governo sul numero dei dirigenti, i loro compensi, anagrafe patrimoniale e reddituale, anche gli emolumenti dei consulenti. Questi dati, vanno pure resi disponibili sul sito web. Il governo, per bocca del sottosegretario Giovanni Legnini, rispondendo a un’interrogazione di Renato Brunetta, qualche settimana fa ha già richiamato l’azienda. Ma evidentemente le cose ancora non marciano, se D’Alia dice lapidario: «Per la Rai non riusciamo ad avere questi dati, eppure la legge parla chiaro».

La tv di Stato sta tentando di far modificare il contratto di servizio per eliminare l’obbligo di resoconto sul web. La bozza del nuovo contratto che è in discussione presso la Commissione di vigilanza rappresenta un passo indietro.

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