Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

TEATRO VITTORIO EMANUELE, LA FISTEL CISL RIACCENDE I RIFLETTORI: “NOMINARE IL CONSIGLIO D’AMMINISTRAZIONE PER USCIRE DAL LIMBO”

Messina, 25 febbraio ’14 – “È fondamentale procedere immediatamente e prioritariamente alla nomina del Consiglio d’Amministrazione o in alternativa un commissario straordinario che porti il Teatro Vittorio Emanuele fuori dal limbo in cui si trova”. A chiederlo è la Fistel Cisl, preoccupata per la criticità sia dal punto di vista economico che gestionale che sta attraversando l’Ente, tra continui rimpallo di responsabilità e atti frammentati e disorganici che ne hanno sempre più criticizzato la sopravvivenza.


“La mancanza di un Consiglio d’Amministrazione – sottolinea il sindacato – impedisce all’Ente di assumere impegni e compiere atti amministrativi e gestionali ed è del tutto illogico nominare un commissario ad acta per approvare bilanci e cartelloni quando manca l’organo che poi li dovrà realizzare. Non si capisce quali siano i motivi che ostano alla nomina del Consiglio d’Amministrazione che, successivamente, dovrà a sua volta indicare il Sovrintendente. In questa situazione si produce solo confusione, instabilità e preoccupazione tra i dipendenti e non si capisce perché, mentre per il Teatro Bellini di Catania e per il Massimo di Palermo siano stati nominati dei commissari straordinari, per il Teatro di Messina si scelgono percorsi tortuosi che rendono impossibile qualsiasi attività istituzionale. A questa situazione aggiungiamo che l’Ente è tuttora sprovvisto di un Direttore amministrativo”.

La Fistel Cisl ha chiesto a più riprese una riprogettazione regionale del settore per dare alla Sicilia una politica culturale univoca per eliminare sprechi e differenze di trattamento economico tra i territori e Teatri, per armonizzare e innalzare il livello del rendimento degli investimenti regionali nelle produzioni culturali. “L’istituzione di un fondo unico per i teatri, dove attingere per programmare le manifestazioni e la messa in rete con gli altri Teatri è un atto che va nella direzione di una sana riprogettazione – sostiene la Fistel Cisl di Messina –il Teatro Vittorio Emanuele deve divenire centro e motore della promozione culturale provinciale dando corpo alle iniziative di diffusione della cultura, nelle scuole, nei Comuni, ed estendendo nella città la propria influenza e guida nelle attività artistiche/culturali”.

Il sindacato stigmatizza come, invece, durante l’ultimo incontro al Comune dello scorso 21 gennaio, siano state espresse valutazioni sul numero e sulla professionalità dei dipendenti “correi, secondo alcuni, della condizione attuale del Teatro Vittorio: la guerra degli ignoranti ai poveri”, per la Fistel, che ribadisce come “sin dal 1986 i lavoratori hanno contribuito alla rinascita del massimo teatro cittadino nonostante le ataviche e mai risolte questioni legate alla pianta organica e all’adeguamento ai ruoli regionali previsti dalla legge e con spirito di servizio hanno svolto attività che prevedono normalmente, in tutto il mondo civile, il riconoscimento del profilo professionale e la remunerazione adeguata al ruolo. Da oltre 27 anni, i dipendenti, tutti, hanno realizzato una notevolissima quantità di produzioni teatrali, musicali, espositive e di altro tipo, portando lustro alla nostra città, con risorse e impegni finanziari ben diversi da quelli erogati per altri Teatri siciliani. Messina non ha certamente contribuito agli abusi e agli sperperi. La spending review sia fatta nei luoghi e negli ambienti che hanno generato abusi, ma non a Messina”.

Fistel Cisl evidenzia come, nel progetto di rilancio espresso durante l’incontro, non sia stata fatta chiarezza, definitivamente, sul vincolo del 20% del finanziamento da destinare alla stabilizzazione dei professori d’orchestra. “Per noi è una legge che deve essere eliminata perché non risolve la questione giustamente posta dagli orchestrali ma contemporaneamente vincola le attività di impresa dell’Ente, mentre il contributo regionale diminuisce. Alla fine è gioco facile scaricare la colpa sui vertici del Teatro, di ieri, di oggi e di domani. Il problema posto dai professori d’orchestra deve essere risolto in modo diverso e non vincolando somme dal bilancio dell’Ente. È la Regione che deve farsene carico, non certo l’Ente Teatro di Messina”.



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