Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

ARDIZZONE PRESIDENTE ARS TIENE LECTIO MAGISTRALIS ALLA KORE DI ENNA

Enna, 07/03/2014 - 'Il regionalismo oggi, alla luce dei più recenti interventi della Corte costituzionale' è stato l’argomento della lectio magistralis che il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone, ha tenuto stamattina all’Università Kore di Enna. Ai lavori, introdotti dal presidente dell'Università Cataldo Salerno, hanno partecipato anche Roberto Di Maria, docente di Diritto Costituzionale alla Facolta' di Giurisprudenza; Alice Anselmo, docente di Diritto amministrativo e sono stati conclusi dal preside di Giurisprudenza, Giuseppe Di Chiara.


Davanti agli studenti della facoltà di Giurisprudenza, il presidente Ardizzone ha toccato uno dei temi più complessi fra quelli posti all’attenzione dell’attuale dibattito politico, ovvero i diversi rapporti Stato-Regioni conseguenti alle modifiche del titolo V della Costituzione.
Secondo Ardizzone, occorre intervenire ad un ripensamento dell’assetto organizzativo dello Stato. “La decentralizzazione – ha sostenuto - è divenuta un’azione fondamentale nel quadro delle riforme per favorire il mercato interno, rendendolo più ampio e competitivo”.
Per il presidente dell’Ars, la concreta applicazione della riforma del titolo V ha fatto emergere la necessità di riportare alla competenza del legislatore statale materie originariamente attribuite alla legislazione concorrente.

“Alcune inefficienze – ha evidenziato - sono derivate dalla mancanza di un’adeguata sede di raccordo istituzionale tra lo Stato e il sistema delle autonomie locali nell’esercizio delle competenze legislative. L’istituzione di un Senato rappresentativo delle autonomie territoriali potrebbe favorire una maggiore cooperazione nella distribuzione delle attribuzioni delle funzioni agli enti”.

In questi anni, per il presidente dell’Ars un fondamentale ruolo correttivo è stato svolto dalla Corte costituzionale, a seguito delle accresciute sovrapposizioni tra discipline statali e regionali. Tra le pronunce di maggior interesse, da parte della Corte, l’autonomia finanziaria delle Regioni a statuto speciale.
Ardizzone ha ricordato che, qualche settimana fa, l’Ars ha approvato un disegno di legge di revisione dell’articolo 36 dello Statuto, con particolare riferimento al gettito delle imposte di produzione, attualmente riservate allo Stato. “Per altre Regioni a Statuto speciale, quali ad esempio la Sardegna ed il Trentino Alto Adige, - ha sottolineato Ardizzone - il criterio della territorialità dell’imposta è stato utilizzato per la ripartizione delle entrate tra lo Stato e la Regione, consentendo l’assegnazione di nuove risorse, mentre la Sicilia rimane esclusa dall’applicazione di tale principio”.

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