“Liberi di scegliere”, al Pagliarelli un incontro per dare un orizzonte a chi sconta una pena in carcere

Al carcere Pagliarelli incontro “Liberi di scegliere” con presidente commissione Antimafia Ars.  “Il carcere è un pezzo di città che non può essere abbandonato. Iniziative come queste servono a stimolare la voglia di cambiare in chi è 'dentro' facendolo sentire meno solo e dando una seconda possibilità”.   Palermo, 12 giugno - Dare un orizzonte di cambiamento a chi sconta una pena in carcere: è questo il senso dell'iniziativa “Liberi di scegliere”, ispirata alla legge approvata dall'Ars che aiuta il reinserimento di madri e minori lontano dai contesti mafiosi di provenienza, che possono così costruire un'alternativa a un destino già segnato.  All'incontro tra rappresentanti delle istituzioni e un centinaio di detenuti, previsto per lunedì 15 giugno alle ore 9.30 alla casa circondariale Pagliarelli, interverrà il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici.  “Le carceri non possono essere luoghi di promozione dei 'valori' della c...

GIOIOSA MAREA & IL MURGO: REGISTRATA ALL'UFFICIO BREVETTI L'IDENTITA' CARNEVALESCA DI UN POPOLO

Un fatto grave e inqualificabile è la trasfigurazione dei riti e dei personaggi tradizionali del carnevale: del Murgo e della Racchia, tradizioni di cui ora qualcuno cerca di appropriarsi per fini personali e di guadagno. Tutto questo è degno di realtà dove la libertà non è mai arrivata o è venuta meno, di regimi totalitari che attraverso la disgregazione sociale e la trasfigurazione della storia hanno voluto far perdere l’identità al popolo, per renderlo irriconoscibile a se stesso, privo di origini, di radici e di tradizioni: cioè disperato

Gioiosa Marea, 24/03/2014 - Come Pulcinella nella tradizione napoletana, come Arlecchino in quella bergamasca, il Murgo nasce a Gioiosa Marea da una tradizione contaminata e si tramanda di padre in figlio. La rappresentazione grafica della maschera e del personaggio carnevalesco del Murgo, con cui si identifica la cultura carnevalesca dell’intera comunità gioiosana, è stata realizzata per la prima volta da Giovanni Molica Colella, un maestro pittore originario di Gioiosa Marea, la cui produzione è molto diffusa in Sicilia e del quale non manca un quadro o un disegno in ogni casa di Gioiosa Marea.

Apprendere ora che il Murgo sarebbe stato registrato come proprietà personale di privati presso il Ministero dello Sviluppo Economico, direzione generale lotta alla contraffazione, sa tanto di beffa, di capovolgimento dei fronti. Il Ministero - infatti - dovrebbe semmai tutelare dalla contraffazione la tradizione e la cultura di un popolo, il diritto soggettivo di chi ha realizzato la versione grafica e non altri. Qua è esattamente il contrario: verrebbe assegnata - infatti - ad una persona fisica o giuridica la cultura stessa di un popolo, un suo patrimonio identitario, culturale e letterario.
La spontanea tradizione carnevalesca gioiosana era nella Murga e nel Murgo, nella Racchia, nel ballo ‘casa per casa’, nei circoli ricreativi aperti al ballo, nel rito della Vecchia arsa in piazza sul rogo. Poi giunsero i carri allegorici. Un fatto grave e inqualificabile è la trasfigurazione dei riti e dei personaggi tradizionali del carnevale, del Murgo e della Racchia, tradizioni di cui ora qualcuno cerca di appropriarsi per fini personali e di guadagno.

Tutto questo è degno di realtà dove la libertà non è mai arrivata o è venuta meno, di regimi totalitari che attraverso la disgregazione sociale e la trasfigurazione della storia hanno voluto far perdere l’identità al popolo, allo scopo di renderlo irriconoscibile a se stesso, privo di origini, di radici e di tradizioni: cioè disperato. Come se la ‘Leggenda di Cola Pesce’ potesse appartenere a un autore prima che alla Sicilia, prima che al popolo siciliano e alla sua identità culturale, che si riconosce in Cola Pesce per i valori dell’amore e dell’abnegazione per la propria terra, per la propria cultura, per la propria identità e per la bandiera.
Chi si presta a simili atti di 'pirateria' è diabolico e non dispone dell’intelligenza e della sensibilità per rendersi conto della violenza che tali atti costituiscono. Gioiosa Marea rischia di diventare ‘meno civile’ per maldestri tentativi di rubare al popolo la propria lingua (come dice il poeta Ignazio Buttitta), le proprie tradizioni, i propri miti, la storia: l'identità. E' come registrare all'ufficio brevetti gli esseri umani con tutto il loro bagaglio sentimentale, culturale, umano.
Sequestrare - cioè - un popolo, impossessandosene per fini commerciali!

m.m.

Commenti

  1. Indecente è dir poco! Non c'è limite all'arroganza umana... Una folle logica spinge taluni ad appropriarsi di tutto, pure dell'aria che si respira, in una bulimica compulsività che dovrebbe spingere tutta la Comunità a diffidare seriamente!
    Indignarsi e impedire certi abusi, è dovere civile!

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  2. Elisabetta, dici bene: pure l'aria! Ma se questa gente è tanto arrogante è perchè trova alle spalle gente ancora peggiore che la sostiene!

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  3. Ma se gli amministratori hanno dignità, devono intestarsi la battaglia legittima in difesa di quello che è, risaputamente, un simbolo dell'identità della Comunità gioiosana, altrimenti saranno per sempre dei collusi ed inevitabilmente i Gioiosani di buonsenso sapranno giudicare...

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    1. Questa vicenda dà un colpo mortale a Gioiosa Marea perchè getta un paese allo sbando. L'amministrazione sappia reagire o metterà nel fango se stessa e il paese intero.

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