Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

L'AMURI MIU, L'INFERNO DELLA ZOLFARA IN UN BRANO CHE RICORDA I 'CARUSI' DI BUTTITTA

09/03/2014 - Su Youtube il brano musicale in lingua siciliana  'L'amanti miu', musicato dalla compositrice Giada Salerno, premiato al Premio Giovanna Daffini. Su Youtube è possibile ascoltare la canzone e leggere il testo in siciliano, in italiano e la traduzione in inglese. 'L'amanti miu', prima classificata al premio Daffini 2013: testo Francesco Giuffrida; musica, chitarra e voce Ciatuzza; arrangiamento e chitarra Denis Stern; registrazione e mixaggio Max Ficara (SilverLining Milano). Il brano ricorda una brutta pagina del lavoro minorile in Sicilia: il lavoro nelle miniere per l'estrazione dello zolfo, quando ragazzi e ragazze ('carusi') minorenni venivano sfruttati per una paga da fame.
Il grande poeta Ignazio Buttitta scrisse proprio su tale drammatico argomento "A li matri di li carusi".

Matri chi mannati li figghi
a la surfara iu vi dumannu
pirchì a li vostri figghi
ci faciti l’occhi si nun ponnu vidiri lu jornu?

Pirchì ci faciti li pedi
si camminunu a grancicuni?
Nun li mannati a la surfara
Si pani un nn’aviti
scippativi na minna
un pezzu di mascidda pi sazialli

disiddiraticci la morti chiuttostu
megghiu un mortu mmennzu la casà
stinnicchiatu supra un linzolu
arripizzatu ca lu putiti chianciri
e staricci vicinu. (...)

Facitili di surfaru li figghi!

ALLE MADRI DEI RAGAZZI

Madri,
che mandate i figli alla zolfara
io vi chiedo
perché ai vostri figli
fate gli occhi
se non possono vedere il giorno?

Perché fate loro i piedi
se camminano carponi?
Non mandateli alla zolfara;
se non avete pane,
strappatevi una mammella,
un pezzo di guancia
per saziarli.

Augurategli la morte piuttosto;
meglio un morto in mezzo alla casa,
disteso sopra un lenzuolo rammendato,
ché lo potete piangere
e stargli vicino.

Fateli di zolfo i figli!

http://www.youtube.com/results?search_query=l%27amanti%20miu&sm=3

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