Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

MILAZZO: REGISTRO EUROPEO DELLE EMISSIONI L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE RISPONDE A MARANO

Il sindaco Carmelo Pino e l’assessore all’Ambiente, Salvatore Gitto hanno risposto all’interrogazione presentata dal consigliere comunale Giuseppe Marano sul registro europeo delle emissioni inquinanti. Ecco il contenuto della risposta
Milazzo, 14/03/2014 - “Il valore delle emissioni in atmosfera non può superare mai le prescrizioni imposte dall’Aia.
L’equivoco tra “valore soglia” e “valore limite” serve soltanto a creare confusione. L’intervento sanzionatorio scatta quindi non appena l’Ispra, organismo deputato al controllo, rileva il superamento dei parametri massimi fissati dall’Autorizzazione integrata ambientale e allerta gli Enti preposti tra i quali anche il Comune”.

A rilevarlo l’assessore all’Ambiente, Salvatore Gitto che insieme al sindaco Pino ha riscontrato l’interrogazione presentata dal consigliere Giuseppe Marano che nei giorni scorsi aveva lasciato intendere il superamento di alcuni valori da parte della Raffineria, contestando all’Amministrazione di non rendere noti i dati. “Accuse infondate – prosegue l’Amministrazione – visto che i dati sullo stato di salute dell’ambiente, monitorato dagli enti preposti (Regione, Asp. Ministero), da mesi sono pubblicati sul sito istituzionale del Comune. Del resto un’area industriale così rilevante richiede una costante attenzione da parte di tutti.

Nel caso rappresentato dal consigliere Marano – aggiunge l’assessore Gitto - fermo restando che la sua interrogazione contiene dati esatti sulle emissioni presenti nel Registro europeo (E-PRTR), e altrettanto correttamente cita le soglie di rilevanza di ogni singola emissione, lo stesso invece non definisce – come avrebbe dovuto diligentemente fare - il rapporto tra soglie di rilevanza e soglie limite. Le prime infatti sono quelle che obbligano l’azienda a comunicare al Registro europeo le quantità emesse; le altre sono le emissioni totali per anno autorizzate dall’Aia. Va specificato altresì che il valore soglia di rilevanza si riferisce alla capacità massima produttiva di progetto che è costante nel tempo (finché non vengono fatte delle modifiche), e non alle quantità prodotte che variano nel tempo e che sono generalmente inferiori alla suddetta capacità di progetto”.

A fronte di tutto ciò, Gitto ritiene “priva di significato” la richiesta del consigliere Marano “di conoscere quali azioni l’Amministrazione e l’Ufficio Ambiente avrebbero dovuto mettere in atto” e pertanto l’interrogazione risulta “sganciata da ogni riferimento normativo, specie nella invocata adozione di misure contingibili ed urgenti, previsti dalla legge in caso di emergenze sanitarie, che non sono configurabili dai dati forniti né si evincono dalla corposa corrispondenza fra l’Ente e gli organi preposti”. L’assessore da ultimo rileva che “un’interpretazione che faccia coincidere i valori limite con la soglia di rilevanza, palesa una carenza nell’interpretazione della normativa vigente e altera in maniera evidente la percezione del rischio nella popolazione, essendo rappresentati, in valore assoluto, da ordini di grandezza completamente diversi, oltre ad esporre l’Ente al rischio di procedure non autorizzate dalla normativa”.


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