Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

RENZI A UE: "BASTA IL COSTANTE IL REFRAIN DEI COMPITI A CASA, L'ITALIA SA PERFETTAMENTE COSA FARE"

Bruxelles, 6 marzo 2014 - "L'Unione Europea non ci da' compiti da fare a casa. Basta con il costante refrain italiano per cui si dipinge l'Europa come il luogo dove veniamo a prendere i compiti da fare a casa. Non abbiamo rassicurazioni da dare, l'Italia sa perfettamente cosa deve fare e lo farà da sola per il futuro dei nostri figli ". Lo ha detto il premier Matteo Renzi, a Bruxelles, parlando con i giornalisti della carta stampata e delle televisioni al termine del vertice Ue.
"Qui oggi si è parlato solo di Ucraina e quindi non si è parlato della situazione economica dei Paesi membri, che verrà' affrontata nel prossimo Consiglio Ue, il 20 e 21 marzo".
A proposito dell’Ucraina, Renzi ha sottolineato come la situazione sia “molto complicata e difficile: siamo preoccupati ma oggi è stato fatto un lavoro molto positivo". "Credo ci sia un filo diretto tra ciò che accade a Roma e quello che abbiamo fatto qui oggi", ha aggiunto riferendosi alla Conferenza sulla Libia in corso alla Farnesina.

E' stato fatto un "lavoro significativo per tentare di accogliere il grido di dolore del popolo ucraino”, ha concluso.

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