Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

LAMPEDUSA RINVII A GIUDIZIO PER TANGENTI, NICOLINI: “AUSPICO CHE IL PROCESSO FACCIA PIENA LUCE SU TUTTE LE MALVERSAZIONI”

Giusi Nicolini: seguiremo il processo. La mia comunità paga ancora il costo di quel sistema criminale”
Lampedusa, 12 aprile 2014 - “La mia amministrazione è costituita in giudizio come parte civile, accanto a noi c’è anche Legambiente Sicilia così come altri soggetti vittime Della cricca criminale che gestiva gli appalti a Lampedusa. Auspico che il processo, che comincerà il 7 luglio, faccia piena luce su tutte le malversazioni e che la comunità di Lampedusa venga risarcita per i danni causati da quelle condotte”.
Così il sindaco delle Pelagie Giusi Nicolini commenta la notizia del rinvio a giudizio per ben 81 capi di imputazione, tra cui corruzione, truffa, associazione a delinquere, falso e abuso edilizio, dell’ex sindaco Bernardino De Rubeis, del responsabile dell’ufficio tecnico comunale Giuseppe Gabriele, del consulente Giocchino Giancone e di altre 20 persone tra imprenditori, tecnici e semplici cittadini.

“Le indagini hanno accertato l’esistenza in seno alla amministrazione De Rubeis di un articolato e complesso sistema tangentizio, così ben architettato e avviato da superare ogni più fervida immaginazione. I primi mesi della mia sindacatura sono stati dedicati a scoprire quel sistema, ad allontanare gli imputati dal Comune. Ora – conclude Nicolini - a quasi due anni di distanza, stiamo ancora compiendo una poderosa azione di risanamento, perché i cittadini stanno ancora pagando le conseguenze di quella gestione illegale, che ha fatto danni al territorio, alla comunità, alla macchina della pubblica amministrazione”.




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