Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

EDIPOWER VALLE DEL MELA: “QUANTO ANCORA SI POTRA' BARATTARE IL DIRITTO AL LAVORO CON IL DIRITTO ALLA SALUTE?”

Si susseguono incontri istituzionali e non sul futuro della centrale elettrica Edipower, controllata dalla multinazionale A2A, per scongiurare la ventilata possibilità di licenziamenti
Messina 13 maggio 2014 - Il progetto industriale in campo è la chiusura a breve di alcune linee ad olio combustibile in favore di una linea a CSS (Combustibile Solido Secondario da rifiuti).
Ci chiediamo in futuro quante altre linee saranno trasformate a CSS, e se questo sarà sufficiente a garantire i livelli occupazionali. In Sicilia gli impianti di TMB (Trattamento Meccanico Biologico) per la produzione di CSS sono oggi insufficienti e fanno gola anche ai cementifici, e ciò potrebbe generare problemi di produzione che sicuramente ricadranno sui lavoratori.

La Confederazione Unitaria di Base (CUB) è contraria all’incenerimento dei rifiuti, perché distrugge risorse comuni e posti di lavoro che una gestione sostenibile potrebbe creare con il recupero delle materie prime seconde. Pertanto è anche contraria alla produzione di CSS, una forma di subdolo incenerimento mascherato, che, grazie allo scellerato decreto Clini del 15/2/2013, è dichiarato oggi solo un rifiuto speciale, quindi trasportabile e commercializzabile, caso unico in Europa. L’incenerimento del CSS, le cui emissioni sono dichiarate poco inquinanti solo dai produttori e da chi lo vuol bruciare, verrebbe ad impiantarsi in un territorio già pieno di criticità, quale la Valle del Mela (acciaieria, raffineria, centrale, elettrodotti, amianto, ecc.) dove svariati studi epidemiologici hanno evidenziato gravi rischi per la salute pubblica.

Alle altre OO.SS.: che stanno supinamente accettando il ricatto occupazionale, nascosto dietro il progetto CSS all’Edipower/A2A, chiediamo quanto ancora si può barattare il diritto al lavoro con il diritto alla salute. Ad A2A chiediamo come mai una multinazionale del suo calibro possieda il 3% della società Tirrenoambiente, per un controvalore di appena 150.000 euro, una cifra che A2A usa ed incassa in pochi minuti. Sarà forse perché Tirrenoambiente sta approntando un impianto di TMB-CSS? Così i cittadini pagheranno con la TARES i costi per la stabilizzazione dei rifuiti e la produzione di CSS, che Tirrenoambiente cederà all’Edipower. Le emissioni poi le respireranno gli abitanti della Valle del Mela. Un bell’affare, non c’è che dire: si trasformano i denari dei cittadini e la loro salute nel profitto di pochi affaristi.

La CUB dice: Meno discariche e incenerimenti, più salute e lavoro.

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