Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

CROCETTA: ”L'AUTONOMIA SI DIFENDE ABBATTENDO I PRIVILEGI”

Palermo, 23 giu. 2014 - “I dirigenti esterni, una volta assunti sono esattamente come gli interni per il periodo durante il quale hanno sottoscritto un contratto e pertanto sono sottoposti alla legge e, a meno che la legge non preveda diversamente, hanno esattamente gli stessi obblighi. Vedo che c'è un grande sforzo politico nel tentare di salvare singole forme di privilegi. E' inaccettabile. Ritengo che oggi più che mai, rispetto al grande lavoro che è stato fatto di riduzione e riqualificazione della spesa, la politica siciliana debba trovare momenti di grande unità, in uno scenario nazionale e regionale in cui i cittadini esprimono irritazione e dissenso, rispetto alla politica delle due gambe, rispetto al pagamento di altissimi compensi e rispetto a trattamenti differenziati che non hanno alcuna giustificazione concreta.

Il presidente fa appello a tutte le forze politiche perchè sul tema della equiparazione degli stipendi e dei tagli ai burocrati, ci sia una volontà unitaria che porti alla legiferazione uguale per tutti. Estrapolare dalla finanziaria tali provvedimenti o cercare di annacquarli, creerebbe ulteriore distacco tra politica e cittadini. Abbiamo un'occasione storica, quella di risolvere un annosissimo problema che non può essere affrontato con logiche del passato cioè, la cosiddetta equiparazione ai dipendenti del Senato. Il parlamento regionale sia pure di una regione autonoma, non può rivendicare alcuna equiparazione con strutture istituzionali che hanno un valore gerarchico superiore. L'autonomia si difende non mantenendo i privilegi ma abolendoli.
La Sicilia deve diventare la punta più avanzata di un processo di riforme che il presidente Renzi sta proponendo al Paese e che in forza dell'autonomia devono trovare nell'Isola un'applicazione, persino, più incisiva, più efficace, più rigorosa. Solo in questo modo potremo veramente difendere ed esaltare l'autonomia”.

Commenti