Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

PATTI: BOLLETTE ILLEGIBILI, POSTE ITALIANE LE HA STAMPATE A 'CASTIGO DI DIO'

Patti (Me), 3 giugno 2014 - Si è svolta stamane presso l'aula Consiliare del Comune di Patti una conferenza stampa per chiarire i dubbi espressi da più parti circa la corretta fatturazione delle bollette per il servizio idrico per l’anno 2011. Su un totale di 7.857 fatture emesse dall'Ufficio Tributi per il ruolo 2011, il 72,05% non supera 200 euro. Ben 3449, pari a 43,90%, sono quelle inferiori a 100 euro.
Sono solo 130, l'1,65%, le fatture che superano i mille euro; la stragrande maggioranza di queste 130 fatture riguarda attività commerciali o utenze attivate nel 2011, ma i cui contatori sono stati installati anni prima senza che fosse mai registrato il contratto. Questi numeri per fornire una corretta informazione.

Nella quasi totalità delle fatture si registra una difficoltà nella lettura delle stesse. Ciò è dovuto
all’errata stampa delle fatture da parte di Poste Italiane, società affidataria del servizio di stampa e
postalizzazione. Per un errore di stampa, infatti, come già prontamente comunicato nei giorni scorsi,
i dati riportati in fattura, pur essendo formalmente corretti, sono stati inseriti una o più righe in
basso, rendendo difficile la comprensione dei dati.


Per quanto riguarda, invece, i giorni di consumo riportati in fattura, poiché è impossibile eseguire la
lettura di 7.857 contatori il primo e l’ultimo giorno dell’anno, il calcolo è stato eseguito sui dati
riguardanti la lettura effettiva del contatore; da qui ne deriva che anziché essere 365 i giorni del
ruolo 2011, questi possono diventare 400 come anche 340. Ne consegue, quindi, che le fasce
tariffarie sono state incrementate o diminuite in base al numero di giorni di effettivo consumo.
L'Ufficio Tributi non esclude comunque che vi possano essere delle fatture errate, ma questa
possibilità non supera il 2-3% del totale delle fatture emesse.

In ogni caso gli uffici sono a disposizione dell'utenza per verificare la correttezza dei dati riportati
in fattura e l'importo esatto da pagare.

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