Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

RAI. CAMUSSO: ““È GRAVE SOSTENERE CHE UNO SCIOPERO È UMILIANTE: I LAVORATORI NON SI UMILIANO”

L'Autorità di garanzia per gli scioperi nei servizi pubblici essenziali ha definito non conforme alla legge la proclamazione dello sciopero dei sindacati dei lavoratori della Rai per il prossimo 11 giugno. Il segretario della Cgil Susanna Camusso: "E' grave sostenere che lo sciopero è umiliante. Questo dl mette a rischio la Rai nella dimensione di servizio pubblico e come grande impresa del paese. La vendita di Taiwan determina la perdita delle condizioni di sicurezza e capacità competitiva"
Roma, 03/06/2014 - "La nostra preoccupazione è che il decreto porti un 'pacco' per la Rai". Così la leader della Cgil Susanna Camusso punta il dito contro il decreto Irpef che contiene il taglio di 150 milioni per Rai. Susanna Camusso è intervenuta, insieme a Luigi Angeletti Segretario Generale della UIL, alla conferenza stampa, promossa dalle tre sigle sindacali, che si è tenuta questa mattina proprio nello studio televisivo della trasmissione 'Affari tuoi' al Teatro delle Vittorie a Roma.
Una conferenza stampa organizzata in vista dello sciopero per tutti i dipendenti del gruppo RAI e con manifestazione a Roma indetto per l'11 giugno dalle Segreterie Nazionali Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni, Snater, Libersind Conf Sal e Usigrai.

Una mobilitazione contro un decreto, il Dl 66/2014, che prevede un taglio drastico che andrebbe a colpire i posti di lavoro, creando le condizioni per lo smantellamento delle sedi regionali e per la svendita di RaiWay alla vigilia del 2016 (data in cui dovrà essere rinnovata la concessione per il servizio pubblico). "Questo dl – ha spiegato Camusso - mette a rischio la Rai nella dimensione di servizio pubblico e come grande impresa del paese”.

Camusso ha passato in rassegna tutti i temi legati al Dl e alla base della piattaforma per lo sciopero. La vendita di Raiway, ha insistito la dirigente sindacale “determina incassi di breve periodo, ma costi di lunga durata. Il problema generale di rendere le reti di trasmissione private mette a rischio il sistema paese". Sul mancato riconoscimento alla Rai di una quota del canone, Camusso ha detto: “il canone è una tassa di scopo, se cambia lo scopo questa non è una variabile indifferente per chi paga il canone, è un atto eticamente non accettabile. Se si vogliono ridurre i trasferimenti alla Rai, allora si abbassa il canone.

Una grande azienda deve avere le risorse per andare avanti, il tema non è sottrarsi ai sacrifici necessari". Per quanto riguarda il taglio alle sedi regionali, Camusso ha avvertito “bisogna chiedersi qual è il patrimonio della Rai e decidere se si può fare servizio pubblico senza una diffusione capillare sul territorio. In realtà la Rai è la più piccola delle grandi aziende pubbliche dei paesi europei. E' evidente che la concorrenza è sempre legittima, ma il servizio pubblico non vive di concorrenza tra privati, ma di regole concrete, presenti nel contratto”.

Nel ribadire l'importanza dello sciopero dell'11 giugno Camusso ha sottolineato come le ragioni dello sciopero “sono tutte ragioni sindacali. Nessuna azienda – ha proseguito - vive del fatto che l'unica logica sia quella di tagliare”. E sulle parole di Renzi che ha definito 'umiliante' lo sciopero dei dipendenti Rai, Camusso ha replicato “è grave sostenere che uno sciopero è umiliante: i lavoratori non si umiliano ma cercano di cambiare le cose. Noi insistiamo – ha concluso -, perchè le vertenze si fanno così. Qualunque controparte dovrebbe sapere che lo sciopero è una cosa normale. Se cambiano le cose, siamo pronti a discutere, ma si deve dire che il decreto non si fa così e che si apre un confronto".


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