“Liberi di scegliere”, al Pagliarelli un incontro per dare un orizzonte a chi sconta una pena in carcere

Al carcere Pagliarelli incontro “Liberi di scegliere” con presidente commissione Antimafia Ars.  “Il carcere è un pezzo di città che non può essere abbandonato. Iniziative come queste servono a stimolare la voglia di cambiare in chi è 'dentro' facendolo sentire meno solo e dando una seconda possibilità”.   Palermo, 12 giugno - Dare un orizzonte di cambiamento a chi sconta una pena in carcere: è questo il senso dell'iniziativa “Liberi di scegliere”, ispirata alla legge approvata dall'Ars che aiuta il reinserimento di madri e minori lontano dai contesti mafiosi di provenienza, che possono così costruire un'alternativa a un destino già segnato.  All'incontro tra rappresentanti delle istituzioni e un centinaio di detenuti, previsto per lunedì 15 giugno alle ore 9.30 alla casa circondariale Pagliarelli, interverrà il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici.  “Le carceri non possono essere luoghi di promozione dei 'valori' della c...

TIR A MESSINA, CGIL CISL UIL: “SI RISCHIA DI PERDERE DI VISTA LE SOLUZIONI VERE”

I segretari generali CGIL CISL UIL Messina sulla questione attraversamento mezzi pesanti: si rischia di perdere di vista le soluzioni vere
Messina, 24/07/2014 – “Il contenzioso che sta nascendo sulla vicenda del transito dei tir nella nostra città, rischia di danneggiare la collettività e di far perdere di vista le soluzioni vere per liberare la città di Messina dalla servitù dell’attraversamento”, dichiarano i segretari generali di CGIL CISL UIL Messina, Lillo Oceano, Tonino Genovese e Carmelo Catania. “Affrontare il tema – proseguono - del transito dei mezzi, e soprattutto dei tir, dal centro della città è tema annoso, sul quale si sono cimentati tutti circa i danni, gli interessi, le soluzioni. Bisogna riconoscere che l’ipotesi di impedire e basta, senza alcuna alternativa, il transito dei tir non era mai venuta in mente a nessuno. Con altrettanta franchezza bisogna dire che l’idea è, quantomeno, bislacca.

Messina è per fatto naturale interfaccia siciliana per garantire la continuità territoriale tra la parte continentale del nostro paese e la nostra isola (peraltro la più grande del Mediterraneo e con oltre 5 milioni di abitanti), pensare di impedire in questo punto il transito dei mezzi nella fascia oraria tra le 7 e le 21 all’autostrada del mare, vettore tra i meno inquinanti e che toglie molti tir e auto dall’autostrada Salerno - Reggio Calabria, costituisce il tentativo, come dimostrano anche gli argomenti e i toni usati dal Sindaco Accorinti, di condurre ideologicamente, a mo’ di crociata, una battaglia che non si sa o non si vuole condurre in altro modo.

Il nodo vero, come sanno tutti coloro che conoscono il problema, è la realizzazione delle infrastrutture: se la città non ha il secondo porto decentrato e le strade per liberare il centro dal transito dei mezzi che attraversano lo Stretto, non è responsabilità né colpa dei mezzi pesanti e neppure degli armatori pubblici e privati. La responsabilità sta nel non aver realizzato quelle opere. E’ una responsabilità delle classi dirigenti che non hanno trovato le risorse necessarie e non hanno realizzato quelle opere.

Oggi, però, la soluzione non può essere ricercata semplicisticamente nell’impedire il transito dei mezzi e neppure nell’isolare il territorio comunale nella fascia oraria che va dalle 7 alle 21. In questa vicenda non una sola parola, una manifestazione, una azione eclatante dell’Amministrazione per rivendicare, ottenere, accelerare la realizzazione del porto di Tremestieri e della via Don Blasco, che dovrebbero essere la priorità nelle politiche di sviluppo e nella richiesta di finanziamento delle opere pubbliche. O anche di soluzioni alternative e originali, se ve ne sono. Le classi dirigenti di oggi devono dimostrare di saper chiedere e ottenere quelle risorse, realizzare rapidamente quelle opere e gestire la fase transitoria individuando soluzioni temporanee condivise, provando magari a coinvolgere nella ricerca delle soluzioni le rappresentanze sociali ed i soggetti portatori di interessi diffusi, se non si vuol restare prigionieri di logiche corporative o di posizioni estreme e ideologiche.

Cancellare l’autostrada del mare o sottoporla a organizzazione e orari che ne compromettono la competitività, non offrire alternative viarie, impedire per tutto il traghettamento l’accesso dei tir alla città e quindi l’impossibilità tra le 7 e le 21 di trasportare, caricare e scaricare merci nel territorio comunale senza che esistano apposite aree di stoccaggio e un’adeguata organizzazione logistica e dimensione d’impresa capace di sopportare questi costi, determina un aumento dei costi produttivi nella nostra città (ma anche di tutte le merci che vengono e partono dalla Sicilia) e la rende un territorio da scartare dal punto di vista di nuovi insediamenti produttivi e dove fanno fatica a resistere quelli esistenti. Si tratta di una pretesa irragionevole che ostacola le attività esistenti e lo sviluppo produttivo senza offrire alcuna alternativa all’assenza di qualsiasi attività.

Adesso siamo ad un bivio – osservano Oceano, Genovese e Catania -: o l’Amministrazione continua nell’errore, ingaggiando un contenzioso irragionevole contro i tir e gli operatori navali, oppure, finalmente, promuove una vertenza, insieme alle parti sociali e alle forze produttive, per il completamento del porto di Tremestieri, l’adeguamento della via Don Blasco e la realizzazione di tutte quelle opere che servono a liberare Messina dalla servitù dell’attraversamento, senza la pretesa di eliminare i tir o i vettori navali. Indossando, questa volta, la fascia tricolore per incalzare le Istituzioni regionali e nazionali inadempienti”.

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