Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

TIR A MESSINA, CGIL CISL UIL: “SI RISCHIA DI PERDERE DI VISTA LE SOLUZIONI VERE”

I segretari generali CGIL CISL UIL Messina sulla questione attraversamento mezzi pesanti: si rischia di perdere di vista le soluzioni vere
Messina, 24/07/2014 – “Il contenzioso che sta nascendo sulla vicenda del transito dei tir nella nostra città, rischia di danneggiare la collettività e di far perdere di vista le soluzioni vere per liberare la città di Messina dalla servitù dell’attraversamento”, dichiarano i segretari generali di CGIL CISL UIL Messina, Lillo Oceano, Tonino Genovese e Carmelo Catania. “Affrontare il tema – proseguono - del transito dei mezzi, e soprattutto dei tir, dal centro della città è tema annoso, sul quale si sono cimentati tutti circa i danni, gli interessi, le soluzioni. Bisogna riconoscere che l’ipotesi di impedire e basta, senza alcuna alternativa, il transito dei tir non era mai venuta in mente a nessuno. Con altrettanta franchezza bisogna dire che l’idea è, quantomeno, bislacca.

Messina è per fatto naturale interfaccia siciliana per garantire la continuità territoriale tra la parte continentale del nostro paese e la nostra isola (peraltro la più grande del Mediterraneo e con oltre 5 milioni di abitanti), pensare di impedire in questo punto il transito dei mezzi nella fascia oraria tra le 7 e le 21 all’autostrada del mare, vettore tra i meno inquinanti e che toglie molti tir e auto dall’autostrada Salerno - Reggio Calabria, costituisce il tentativo, come dimostrano anche gli argomenti e i toni usati dal Sindaco Accorinti, di condurre ideologicamente, a mo’ di crociata, una battaglia che non si sa o non si vuole condurre in altro modo.

Il nodo vero, come sanno tutti coloro che conoscono il problema, è la realizzazione delle infrastrutture: se la città non ha il secondo porto decentrato e le strade per liberare il centro dal transito dei mezzi che attraversano lo Stretto, non è responsabilità né colpa dei mezzi pesanti e neppure degli armatori pubblici e privati. La responsabilità sta nel non aver realizzato quelle opere. E’ una responsabilità delle classi dirigenti che non hanno trovato le risorse necessarie e non hanno realizzato quelle opere.

Oggi, però, la soluzione non può essere ricercata semplicisticamente nell’impedire il transito dei mezzi e neppure nell’isolare il territorio comunale nella fascia oraria che va dalle 7 alle 21. In questa vicenda non una sola parola, una manifestazione, una azione eclatante dell’Amministrazione per rivendicare, ottenere, accelerare la realizzazione del porto di Tremestieri e della via Don Blasco, che dovrebbero essere la priorità nelle politiche di sviluppo e nella richiesta di finanziamento delle opere pubbliche. O anche di soluzioni alternative e originali, se ve ne sono. Le classi dirigenti di oggi devono dimostrare di saper chiedere e ottenere quelle risorse, realizzare rapidamente quelle opere e gestire la fase transitoria individuando soluzioni temporanee condivise, provando magari a coinvolgere nella ricerca delle soluzioni le rappresentanze sociali ed i soggetti portatori di interessi diffusi, se non si vuol restare prigionieri di logiche corporative o di posizioni estreme e ideologiche.

Cancellare l’autostrada del mare o sottoporla a organizzazione e orari che ne compromettono la competitività, non offrire alternative viarie, impedire per tutto il traghettamento l’accesso dei tir alla città e quindi l’impossibilità tra le 7 e le 21 di trasportare, caricare e scaricare merci nel territorio comunale senza che esistano apposite aree di stoccaggio e un’adeguata organizzazione logistica e dimensione d’impresa capace di sopportare questi costi, determina un aumento dei costi produttivi nella nostra città (ma anche di tutte le merci che vengono e partono dalla Sicilia) e la rende un territorio da scartare dal punto di vista di nuovi insediamenti produttivi e dove fanno fatica a resistere quelli esistenti. Si tratta di una pretesa irragionevole che ostacola le attività esistenti e lo sviluppo produttivo senza offrire alcuna alternativa all’assenza di qualsiasi attività.

Adesso siamo ad un bivio – osservano Oceano, Genovese e Catania -: o l’Amministrazione continua nell’errore, ingaggiando un contenzioso irragionevole contro i tir e gli operatori navali, oppure, finalmente, promuove una vertenza, insieme alle parti sociali e alle forze produttive, per il completamento del porto di Tremestieri, l’adeguamento della via Don Blasco e la realizzazione di tutte quelle opere che servono a liberare Messina dalla servitù dell’attraversamento, senza la pretesa di eliminare i tir o i vettori navali. Indossando, questa volta, la fascia tricolore per incalzare le Istituzioni regionali e nazionali inadempienti”.

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