Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

‘I RACCONTI DI NONNO ROS” DI MIMMO MÒLLICA: STASERA A GIOIOSA MAREA LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO VINCITORE DEL ‘PREMIO LA CAPANNINA 2014’

Gioiosa Marea (Me), 26/08/2014 – Sarà presentato questa sera alle ore 21.30, nella piazza Mercato di Gioiosa Marea, il volume I racconti di Nonno Ros - Elogio della fantasia di Mimmo Mòllica (Armenio Editore), vincitore del Premio Nazionale Letterario "La Capannina", edizione 2014. La cerimonia di consegna dei riconoscimenti si è svolta ieri sera a Gliaca di Piraino.
Presentatori al tavolo saranno Edoardo Spinella, sindaco di Gioiosa Marea e Riccardo Ferlazzo, ideatore del Premio La Capannina, che relazionerà sul volume di Mòllica. Daniela Spinella, consigliere comunale, attrice e regista, leggerà alcuni passi del romanzo.

Il Gruppo Folk Il Meliuso di Gioiosa Marea accompagnerà i ‘Bambini delle elementari’ guidati da Marisa Ruggeri che eseguiranno alcuni brani della tradizione gioiosana, ed inoltre ‘Guvernu ‘talianu’, il cui testo, tratto dal volume Le più belle canzoni siciliane di Mimmo Mòllica viene riportato integralmente da Dacia Maraini nel suo romanzo La Grande Festa (Rizzoli).

Nel corso della serata Mimmo Mòllica farà omaggio a Renzino Barbera e Nino Martoglio recitando alcuni brani tratti rispettivamente da Mizzica che Sicilia e da Centona.

Mimmo Mòllica, pseudonimo di Domenico Molica Colella, originario di Gioiosa Marea, autore e conduttore radiotelevisivo, insegnante e giornalista, ha già pubblicato diversi volumi e tra questi Le più belle canzoni siciliane (Armenio Editore), citato da Dacia Maraini nel suo romanzo La Grande Festa, edito da Rizzoli. Mòllica ha inoltre pubblicato per la Polygram il lp ‘Vinni cu vinni’ e fatto parte del cast del Derby Club di Milano, il mitico locale in cui si sono formati Dario Fò, i Gufi, Cocky e Renato, Enzo Jannacci, Teo Teocoli, Massimo Boldi. Collabora con la Rai ed ha preso parte a varie trasmissioni radiofoniche e televisive.
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Dalla sinossi del volume I racconti di Nonno Ros” di Mimmo Mòllica (Armenio Editore):
“Tutto era dovuto a quel nome: Ros, il nome del nonno, decorato con medaglia d’Africa senza essersi mai mosso da casa. Aveva combattuto una guerra senza mai combatterla e quella medaglia non l’aveva mai avuta, ma voleva che si scrivesse il contrario. (…) Il Tambaguriere s’era messo in testa di scrivere il romanzo come se la grandezza dell’universo ammettesse una uguale espansione del tempo, tanto da non volersi attenere ad un modo di raccontare cronologico, storico, cronometrico, meteorologico.
(…) Ora Carlitos sapeva cosa nonno Ros inseguisse con lo sguardo attonito e attento. Ora Carlitos aveva davanti a sé l’immagine iconografica della sciocca vita dedita alla catalogazione del genere umano. Carlitos ora sapeva che non vi è catalogo che descriva l’anima vera delle persone, l’intima nostalgia che solca la terra e ne disegna le viscere perdute in un oblio che può risvegliarsi al cuore solo in verità e poesia”.

O fantasia, inestinguibile fonte dalla quale bevono l'artista e lo scienziato! Vivi presso di noi, anche se sei riconosciuta ed onorata da pochi, per preservarci dalla cosiddetta ragione, da quel fantasma senza carne e senza sangue. (Franz Schubert)

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