“Liberi di scegliere”, al Pagliarelli un incontro per dare un orizzonte a chi sconta una pena in carcere

Al carcere Pagliarelli incontro “Liberi di scegliere” con presidente commissione Antimafia Ars.  “Il carcere è un pezzo di città che non può essere abbandonato. Iniziative come queste servono a stimolare la voglia di cambiare in chi è 'dentro' facendolo sentire meno solo e dando una seconda possibilità”.   Palermo, 12 giugno - Dare un orizzonte di cambiamento a chi sconta una pena in carcere: è questo il senso dell'iniziativa “Liberi di scegliere”, ispirata alla legge approvata dall'Ars che aiuta il reinserimento di madri e minori lontano dai contesti mafiosi di provenienza, che possono così costruire un'alternativa a un destino già segnato.  All'incontro tra rappresentanti delle istituzioni e un centinaio di detenuti, previsto per lunedì 15 giugno alle ore 9.30 alla casa circondariale Pagliarelli, interverrà il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici.  “Le carceri non possono essere luoghi di promozione dei 'valori' della c...

LIBERO GRASSI: SFIDÒ UN SISTEMA FONDATO SULLA CONNIVENZA E SULL’OMERTÀ MAFIOSE

Palermo, 29 agosto 2014 – “Libero Grassi è stato un uomo straordinario perché da imprenditore si rifiutò di pagare il pizzo e da cittadino sfidò un sistema economico, sociale e culturale fondato sulla connivenza e sull’omertà mafiose”. Lo dice il senatore del Pd Giuseppe Lumia, ricordando l’imprenditore siciliano ucciso a Palermo il 29 agosto del 1991. “Libero Grassi – aggiunge – non si limitò ad affrontare la questione solo sul piano giudiziario, per rivendicare il proprio diritto di imprenditore di fare impresa liberamente. Egli affrontò il problema sul piano civile ed educativo, mettendo a rischio la propria vita, per promuovere la legalità ed il bene comune”.
“Oggi – conclude – la sua testimonianza è un’eredità preziosa per tutti coloro che vogliono vivere nella propria terra senza subire condizionamenti mafiosi”.

Nato a Catania, ma trasferitosi a 8 anni a Palermo, i genitori gli danno il nome di Libero in ricordo del sacrificio di Giacomo Matteotti. La famiglia è antifascista e il ragazzo matura anch'egli una posizione avversa al regime di Benito Mussolini[1]. Nel 1942 si trasferisce a Roma, dove studia scienze politiche durante la seconda guerra mondiale. Entra in seminario, "decisione questa presa, non per una vocazione maturata nell'avversità della guerra, bensì per il rifiuto di combattere una guerra ingiusta al fianco di fascisti e nazisti". Ne esce dopo la liberazione, tornando a studiare. Passa però alla facoltà di giurisprudenza all'Università di Palermo.

Malgrado l'intenzione di divenire diplomatico, prosegue l'attività del padre come commerciante. Negli anni cinquanta si trasferisce a Gallarate, dove entra nel meccanismo dell'imprenditoria; in seguito torna nel capoluogo siciliano per aprire uno stabilimento tessile. Nel 1961 inizia a scrivere articoli politici per vari giornali e successivamente si dà anche alla politica attiva con il Partito Repubblicano Italiano, dal quale viene nominato, nella seconda metà degli anni settanta, "suo rappresentante in seno al consiglio di amministrazione dell'azienda municipalizzata del gas".

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