Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

OLIVIERO LEGATO COL FIL DI FERRO E CHIUSO IN UN SACCO: PER LUI UNA CATENA D'AMORE

Oliviero: questo il nome che ha dato una volontaria ad un cane trovato moribondo. Uno dei tanti, uno dei troppi, in una terra che, forse, non ha saputo gestire il fenomeno del randagismo. Permetteteci di esprimere tutto il nostro disprezzo all'autore di tale gesto disumano, nella speranza che qualcuno abbia visto e possa testimoniare: il vero 'animale' venga arrestato! A chi si prenderà cura di Oliviero diciamo grazie, perché col Vostro gesto permettete di credere ancora nel genere umano 

Terme Vigliatore (Me), 02/08/2014 - E' accaduto in Sicilia, a Terme Vigliatore, provincia di Messina, un essere appartenente al genere "umano" ha legato le zampe di un povero cane con un filo di ferro per immobilizzarlo, poi lo ha chiuso in un sacco dell'immondizia e abbandonato nel letto asciutto di un fiume. Nella sfortuna ha avuto la fortuna di incontrare un angelo, una delle tante volontarie che, ogni giorno, in silenzio, senza alcun aiuto dalle istituzioni e rimettendoci di tasca propria, sposano queste cause salvando tanti randagi dalla morte certa.

Così come è accaduto per questo povero cagnolino di un anno e mezzo circa, trovato dalla volontaria mentre annaspava chiuso nel sacco nero dell'immondizia. Ne aveva scorto il musetto che cercava di uscire da quel sacco che stava per diventare la sua tomba se non fosse intervenuta prontamente colei che lo ha salvato e dissetato con dell'acqua, come si vede dal video girato per far conoscere a tutti la "crudeltà umana" fin dove può spingersi. Abbiamo ancora tutti davanti agli occhi le immagini di Spike, il cane bruciato vivo a Pozzuoli, provincia di Napoli.
Così come non si può dimenticare lo sguardo attonito di Oliver, uno sguardo che ho portato con me tutta la notte insieme all'immagine di quella coda scodinzolante sul lettino del veterinario. Malgrado avesse ricevuto tanta cattiveria dall'uomo ancora gli faceva festa!
Adesso dobbiamo cercare di creare una catena di solidarietà che abbracci chi si sta prendendo cura di Oliviero, una catena d'amore che possa restituire l'uso delle gambe al povero cagnolino che ha la parte posteriore completamente immobilizzata. Per questo servono accertamenti costosi e non disponibili in zona e per questo la volontaria, contraria nel raccogliere personalmente i soldi, aveva chiesto di versare direttamente sul conto del veterinario, ma Oliviero verrà probabilmente trasferito per cui diventerebbe un problema la gestione dei conti. A tal fine è stato creato l'evento su Facebook "Una catena di mani per Oliviero" dove potete trovare tutte le informazioni utili a contribuire alle cure del cane. Per ogni altro chiarimento contattare gli organizzatori dell'evento cliccando qui.

©Antonella Di Pietro

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