Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

BENI CULTURALI: LISTA MUSUMECI, UN DDL INTERVIENE SULLA FRUIZIONE E ISTITUISCE L'OSSERVATORIO PERMANENTE PER LA SICILIA

Palermo 06/11/2014 - Un disegno di legge che istituisce in Sicilia un Osservatorio Permanente sul patrimonio culturale. E' stato presentato all'Ars dai deputati di Lista Musumeci - Gino Ioppolo (primo firmatario) Nello Musumeci, Santi Formica. Il ddl va a colmare l'attuale vulnus normativo nella gestione dei beni culturali, intervenendo sulla catalogazione dei beni artistici, archeologici e monumentali e sul loro stato di conservazione. Prevede un censimento di tutte le sedi museali pubbliche e private, la dettagliata descrizione delle piante organiche e la creazione di un elenco di beni artistici che necessitano di restauro, secondo una scala di priorità e di intervento finanziario.
"Siamo l’Arabia Saudita dei beni artistici ma non sappiamo quantificarne i “giacimenti” scrivono i parlamentari nella relazione al ddl.
"Le ultime stime del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali (MiBAC) indicano che nell’ultimo secolo sono stati sottoposti ad apposito vincolo 51.693 immobili, pari a circa 55 mila chilometri quadrati, in altri termini il 18% della superficie del Paese; di questi, oltre il 60% insiste in Sicilia. Si tratta di una porzione, quella siciliana, di gran lunga maggiore di quella esistente in altre nazioni europee". "Siamo titolari di un enorme patrimonio artistico - proseguono i parlamentari dell'opposizione - spesso malamente gestito, ma in grado di offrire un cospicuo gettito alle casse erariali e, soprattutto un grande slancio all’ economia nazionale".

Il disegno di legge va ad integrare la carenza di manutenzione delle aree artistiche ed archeologiche affidate a gestione commissariale, non in grado di programmare interventi e rivisita il ruolo delle soprintendenze e della loro capacità di spesa. L’Osservatorio Permanente della Regione Siciliana per il Patrimonio Culturale, creerebbe le condizioni concrete per la fruizione di tutti i beni artistici e culturali della Sicilia, d’intesa con le Soprintendenze, collaborando con gli enti pubblici di competenza (Università, Comuni, ex Provincie etc.) e i privati, anche attraverso accordi di programma pluriennali. L'obiettivo è ampliare la conoscenza a mezzo di dibattiti pubblici, tavole rotonde, incontri con associazioni e scuole di ogni ordine e grado, perché si qualifichi la coscienza collettiva culturale, organizzare di corsi di formazione nella tutela di beni culturali per vigili urbani, che normalmente sono i primi riferimenti per i turisti, promuovere il sistema delle sponsorizzazioni da parte di istituzioni economiche, bancarie e imprenditoriali, finalizzato al restauro di opere e beni da rendere fruibili, assicurare la migliore e prolungatala fruizione dei beni, dei siti e dei luoghi in genere. I componenti dell'Osservatorio - prevede il ddl - svolgeranno la loro attività a titolo gratuito".



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