Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

FARANDA: TENSIONI SOCIALI E PROBLEMI IN CITTÀ, ACCORINTI INTERVENGA

Nota della capogruppo del Nuovo CentroDestra, consigliera Daniela Faranda, sulle tensioni sociali che stanno attraversando e dividendo la città di Messina
Messina, 12/11/2014 - “Trovo davvero insolito il silenzio di Accorinti, in un momento così delicato, in cui la cittadinanza, spaccata in due si scontra, a volte con violenza -seppur solo verbale- sull'isola pedonale, fortemente voluta proprio dal primo cittadino"; così la capogruppo del Nuovo CentroDestra, Daniela Faranda, la quale rivolge un appello al Prof. Accorinti affinchè intervenga per mediare e acquietare gli animi.

"Ho voluto aspettare che la polemica scemasse per rivolgere un invito al sindaco: nascondere la testa sotto la sabbia non serve e dividere la cittadinanza in buoni e cattivi è pericoloso. I problemi cittadini sono molti e il clima è troppo ardente, vanno placati i toni. La condizione non è delle migliori: la città è sull'orlo del dissesto, non vi è alcuna certezza sui bilanci del Comune; pesa gravemente la carenza di servizi sociali, come dimostra la disperazione dei lavoratori in presidio permanente al Comune, giacchè dal 15 novembre saranno sospesi i servizi; le tasse sono altissime e le aliquote al massimo, a fronte di servizi scadenti; la questione relativa ai migranti ormai non è più definibile emergenza ma ordinaria amministrazione che evidentemente non si è saputa ben gestire come dimostrano i fatti delle ultime settimane e i gap connessi all'accoglienza che la città ha mostrato. Inoltre, tra le tante vertenze occupazionali, la sempre maggiore fuga di giovani che scappano da una Messina che non offre loro prospettive ne un presente degno, mi fa riflettere che i toni accesi di questi mesi siano stati riservati esclusivamente al tema dell'isola pedonale: un terreno di scontro più che di dibattito.

Quella che potrebbe e dovrebbe essere una civile dialettica su temi di comune interesse è diventata ambito di aggressione inaccettabile per toni e modi, da una parte e dall'altra. Pertanto chiedo al sindaco di intervenire immediatamente, indossando le vesti di rappresentante di tutti i cittadini e non solo di una parte, così come il suo ruolo impone, per frenare gli estremismi e rasserenare gli animi.
Il sindaco della Pace, della condivisione, della partecipazione lo deve ai messinesi, quelli che l'hanno votato ma anche a quelli che non l'hanno votato”.

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