Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

BIMBA MORTA IN AMBULANZA: APPURARE RESPONSABILITÀ

Il gruppo Ncd: “L’assessore alla Sanità venga con urgenza a riferire in Aula!”
Palermo, 13/02/2015 - “L’assessore alla Sanità venga subito, alla prossima seduta del 18 febbraio, a esporre sui perché, sulle responsabilità e sui severi provvedimenti presi o da prendere per la morte della neonata durante la corsa in ambulanza da Catania a Ragusa”. Lo chiedono a gran voce i deputati Ncd all’Ars, i quali sottolineano che “non si può vivere in una condizione di continua emergenza o, quantomeno, che si sia in possesso degli strumenti atti a superarle, le emergenze”.

“Di fatto – riprendono – la politica del risparmio tout court in un settore talmente delicato non soltanto ha tolto indiscriminatamente servizi essenziali per i cittadini e, riducendoli, ha allargato le aree territoriali di intervento così riducendo la funzionalità ma, alla fine, ha perfino aumentato il costo complessivo se pur riducendo quello di alcune singole prestazioni”.

“Al di là del caso specifico, che non vogliamo si presti a strumentalizzazioni di sorta – concludono Nino D'Asero, Pietro Alongi, Vincenzo Fontana, Francesco Cascio, Vincenzo Vinciullo, Giovanni Lo Sciuto e Nino Germanà – facciamo sì che da questo evento doloroso nasca una riflessione essenziale: l’emergenza non può, comunque, esser gestita con un fare soltanto burocratico perché richiede sempre grande senso di responsabilità, di professionalità e, non cosa da meno, di sensibilità legata ai vari casi che si presentano”.

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