Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

CONTINUITÀ TERRITORIALE, GENOVESE AL CONSIGLIO GENERALE: “MESSINA DEVE ESSERE HUB DEI TRASPORTI, SI PRETENDANO INVESTIMENTI SU INFRASTRUTTURE E SERVIZI”

Il Partito socialista di Messina, tramite il suo segretario provinciale prof. Maurizio Ballistreri, ha aderito all’appello per la mobilitazione nello Stretto. Secondo i socialisti “bisogna aprire una grande vertenza territoriale, anche con forti iniziative di mobilitazione, per impedire ulteriori decisioni dello Stato centrale in danno a Messina ed al ruolo strategico che lo Stretto deve avere in una politica di crescita che rilanci il Mezzogiorno”

Messina, 6 febbraio ’15 – Ecco lo stralcio dell’intervento del segretario generale Tonino Genovese al Consiglio Generale della Cisl Messina sulla mobilitazione Vertenza Stretto per la “continuità territoriale”. “Guardiamo a un modello vecchio, post unitario o alle opportunità che ci offre la modernità? La risposta è una sola ed è sintetizzata nell’obiettivo da raggiungere che è uno solo, quello di mantenere la continuità territoriale tra la Sicilia e il Continente. Oggi c’è una esigenza ed è quella di legare il flusso di passeggeri, mezzi e merci tra l’isola e l’Italia. Messina ha, in questo contesto, una grande opportunità che è quella di recuperare il suo ruolo di centralità del trasporto. Sullo Stretto occorre creare un moderno sistema intermodale, rendere Messina hub dei trasporti in entrata e uscita dalla Sicilia. Ma senza un impegno politico, finanziario e strutturale per arrivare alla realizzazione di un hub non si può recedere sull’attuale sistema dei trasporti su nave.

E allora la sfida è e deve essere quella di protestare ma anche di proporre e programmare. In maniera seria. Messina deve essere centro per lo smistamento di bagagli e merci. Non si può accettare l’idea che dal 13 giugno il Gruppo FS smonti il trasporto nello stretto: va impedito. Contemporaneamente, però, si deve ragionare con tutte le articolazioni di Ferrovie dello Stato, con i Governi nazionale e regionali di Sicilia e Calabria per costruire su Messina, Villa San Giovanni e Reggio Calabria un sistema funzionale, veloce e che semplifichi e ottimizzi la continuità territoriale, creando condizioni di qualità per il trasporto di persone, mezzi e merci.

Non si deve puntare solo (momentaneamente) al recupero della nave dismessa che, nelle more, è fondamentale. Dobbiamo pretendere investimenti in termini qualitativi. Occorre un collegamento confortevole (tapis roulant, scale mobili) che dalla Stazione Centrale porti alla Marittima, un collegamento veloce che unisca Messina, Villa e Reggio in venti minuti. Occorre rendere gli spazi confortevoli e funzionali. Occorre protestare per avere VERI treni, così come avviene nelle altre parti d’Italia. Le Frecce, di qualsiasi colore vogliano (Rosse, gialle, argento, bianche…anche violetta, ci accontentiamo…).
Si parta, quindi, dalla ristrutturazione delle stazioni ferroviarie che devono essere non solo un luogo di passaggio ma strutture che diventino opportunità di servizi, svago e di aggregazione, di scambi. E la classe politica siciliana comprenda che non si tratta di recuperare una nave per farci entrare un treno e tenerlo nella sua pancia due ore per attraversare tre chilometri di mare. Bisogna dare dignità e decoro ai tanti siciliani che partono dai paesi più remoti dell’isola e, magari per paura dell’aereo o per i costi, programmano un viaggio infinito sulle rotaie”.

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