Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

SICILIA. 27 OPERE PUBBLICHE FINANZIATE CON 3 MILIARDI DI EURO RESTANO FERME SENZA UN PERCHE’–

Tra queste nel Comune di Messina, Autorità Portuale, la Strada di collegamento tra il viale Gazzi e
l'approdo F.S. per via Don Blasco, € 26.000.000,00 progetto secutivo approvato, Fondi Statali (14,7 M€) - Cofinanziamento Regionale (6,3 M€); Nelle provincie di Messina ed Enna, ANAS Itinerario Nord – Sud S. Stefano Camastra - Gela Variante alla SS 117 "Centrale Sicula", dallo svincolo di Nicosia all'innesto con la SS 192 "della valle del Dittaino" compreso il nuovo svincolo di Mulinello sulla A19 (lotti C1,C2,C3) € 399.000.000,00 Definitiva

Palermo, 5 febbraio 2015 – Si va dall’Anas a Rfi, dall’Autorità portuale di Messina all’ex Provincia regionale di Ragusa, passando per il Contratto interistituzionale di sviluppo e per vari Comuni inseriti nella delibera Cipe numero 60 del 2012 che ha finanziato opere fognarie e di depurazione dei reflui. Sono 27 le opere pubbliche, tratte dall’elenco dei 118 interventi in stand-by redatto dall’Ance Sicilia nel 2013, che, secondo l’ultima ricognizione, sono dotate di progettazione definitiva o addirittura esecutiva e con fonte finanziaria certa, per un totale di 3 miliardi e 94 milioni di euro.

Da tempo, dunque, queste opere sono pronte per andare in gara d’appalto. Ma, inspiegabilmente, ciò non accade e nessuno spiega perché. L’elenco dettagliato, che comprende i link di rinvio alle notizie ufficiali delle amministrazioni di riferimento con l’indicazione esatta dello stato dell’arte, è stato trasmesso lo scorso 30 gennaio dall’Ance Sicilia al presidente nazionale dell’Ance, Paolo Buzzetti, perché lo sottoponga, con gli altri elenchi raccolti dal resto d’Italia, al Sottosegretario alla Presidenza, Graziano Delrio, che ne aveva fatto esplicita richiesta.

La speranza di Ance Sicilia è che l’intervento di Delrio possa finalmente rompere questo incantesimo e sbloccare la pubblicazione dei bandi di gara. E’ auspicabile, inoltre, che sia verificata l’esistenza di eventuali danni erariali, considerato che il mancato utilizzo delle risorse finanziarie stanziate da troppo tempo le pone a rischio di revoca, così come previsto, ad esempio, per quelle della delibera Cipe, che vanno impiegate entro il 2015.

N.B.: la tabella dettagliata delle 27 opere ferme






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