Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

TESTIMONI DI GIUSTIZIA CHIEDONO A CROCETTA DI PROCEDERE ENTRO OGGI ALLA FIRMA DEI CONTRATTI DI ASSUNZIONE

Palermo, 05/02/2015 - L'Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia stamani, ad oltranza, inizia un sit-in di protesta davanti Palazzo d'Orleans, sede della presidenza della regione Sicilia per la mancata applicazione della legge regionale che prevede l'assunzione dei testimoni di giustizia nella pubblica amministrazione. La legge, approvata all'unanimità da tutte le forse politiche dell'Ars, resta ad oggi lettera morta a causa della decisione del governo regionale di cedere "sovranità" al viceministro dell'Interno Filippo Bubbico. Ignazio Cutrò, insieme a Giuseppe Carini, Piera Aiello, Vincenzo Conticello, Bruno Piazzese, i coniugi Candela e molti altri testimoni antimafia chiedono a gran voce al Presidente Crocetta di procedere entro la giornata di oggi alla firma dei contratti di assunzione. Facciamo appello al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché si ponga fine al nostro calvario. Se è vero, come lo è, che la lotta alla mafia è una priorità per le Istituzioni chiediamo che si passi dall'antimafia parolaia fatta a colpi di comunicati stampa e pacche sulle spalle ad un vero e concreto sostegno a chi ha sacrificato la sua vita e quello della propria famiglia per questo Paese.

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