Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

CARA MINEO: A PRESADIRETTA IL BUSINESS DEI RIFUGIATI

21/03/2015 - Le telecamere di Presadiretta, la trasmissione in onda su Rai3 domenica 22 marzo alle 21.45, condotta da Riccardo Iacona,  sono andate in Sicilia nel Cara di Mineo, il Centro Accoglienza Richiedenti Asilo più grande d’Europa, dove più di 4000 persone fuggite alle guerre nei loro paesi, sono sottoposte ai lunghissimi tempi di attesa per il riconoscimento dello status di rifugiato. Un appalto da 100milioni di euro sul quale stanno indagando ben due procure siciliane.
Presadiretta è stata in Libia, incendiata dalla guerra civile e ha raccolto le testimonianze dei trafficanti di esseri umani.

Da Roma alla Sicilia, un lungo viaggio di PRESADIRETTA, in onda su Rai3 domenica 22 marzo alle 21.45, dentro lo scandalo di “Mafia Capitale”, le inchieste della magistratura sui mercenari dell’accoglienza, le collusioni delle cooperative con gli apparati pubblici e i politici corrotti.
Presadiretta ha raccontato gli affari di Salvatore Buzzi e della sua Cooperativa 29 giugno, una delle realtà più importanti della Capitale nell’accoglienza ai rifugiati, con 60 milioni di euro di fatturato all'anno. Un sistema criminale che nei richiedenti asilo ha trovato una ricchissima occasione di guadagno illecito. Lo scandalo del pocket money, i 2 euro e 50 al giorno che spettano ai richiedenti asilo ma non vengono erogati. E la carenza di controlli, mentre negli anni si sono moltiplicati i centri di accoglienza.
“IL BUSINESS DEI RIFUGIATI” è un racconto di Riccardo Iacona con Giulia Bosetti, Manolo Luppichini, Nancy Porsia, Andrea Vignali e Antonella Bottini.

Sarà l'imprenditore Tarak Ben Ammar l'ospite di Lucia Annunziata nella puntata di "In 1/2h", in onda domenica 22 marzo, alle 14.30, su Rai3. Tarak Ben Ammar, imprenditore e produttore cinematografico tunisino, è proprietario della società di produzione e distribuzione francese Quinta Communications, della holding Holland Coordinator & Services Bv (HC&S), di Prima TV con il 95%, della The Weinstein Company con il 20%, della Eagle Pictures con il 75%, della Lux Vide con il 25%, di International Entertainment con l'8,6%, di Europa TV con il 51%, di On-tv e di Nessma Tv con il 25%.

Nel corso degli anni è socio di Rupert Murdoch, Leo Kirch e Silvio Berlusconi in varie avventure mediatiche e ha fatto da mediatore alle visite dell'ex Premier italiano nel Nord Africa. Storico amico di Gheddafi e Nicolas Sarkozy e manager di Michael Jackson, la sua forza viene dall'essere il rappresentante della finanza francese in Italia conferendogli un ruolo chiave non solo nel Cda di Mediaset ma anche in quelli di Assicurazioni Generali, Mediobanca e Telecom Italia.
È uno dei primi cinque operatori televisivi italiani e i suoi interessi si spingono anche oltre il mondo del cinema: è infatti il consulente del principe saudita Al-Walid bin Talal e dell'imprenditore francese Vincent Bolloré. Complessivamente la capacità di negoziazione ha fruttato a Ben Ammar circa 100 milioni di dollari in operazioni da 13 miliardi complessivi.

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