Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

“VIA CRUCIS”, AL VITTORIO EMANUELE LA MOSTRA DI ANTONELLO BONANNO CONTI

27/03/2015 - Domenica 29 marzo 2015 alle ore 19,30, nel Foyer del Teatro Vittorio Emanuele, il presidente dell’ Assemblea regionale, Giovanni Ardizzone, inaugurerà la mostra di Antonello Bonanno Conti dal titolo “Via Crucis”, il cui allestimento è stato ideato da Saverio Pugliatti. Saranno presenti il Sindaco di Messina, Renato Accorinti; il Commissario straordinario della Provincia Regionale, Filippo Romano. Interverranno Don Antonio Meli e Ninni Bruschetta.

Le quindici stazioni della “Via Crucis” di Antonello Bonanno Conti, rappresentate su superfici di grandi dimensioni, non raccontano con dato realistico il doloroso cammino del Cristo, eppure seguono lo schema della iconografia classica, amalgamando, con un dialogo profondo, tradizione e innovazione. Già nella prima stazione, che canonicamente racconta il momento in cui Cristo è condannato a morte, Antonello Bonanno Conti suggella, con la sua peculiare forza narrativa, la tensione emotiva dell’avvenimento, allestendo una rappresentazione in cui domina il colore rosso. Rosso è il Cristo condannato che avvolto da un’aura di dolore e di morte, solenne, assurge all’immortale figura di martire. Accanto, una piccola scultura su un piedistallo.

Riproduce una delle tante statue antiche a noi giunte in parte mutilate e diventa un rimando per riflettere sulla grandezza e sulla caduta dell’Impero romano. Dalla seconda stazione il racconto si snoda facendo leva prevalentemente su due colori, uno straniante bianco e, ai piedi dei personaggi, un cupo rosso. È audace la scelta cromatica eppure consente allo spettatore di accedere ai valori profondamente spirituali di cui la storia della Passione è intrisa. Particolarmente suggestive per la forza che emanano le tre Croci, poste a terra, che scandiscono le tre cadute di Cristo. La prima, leggera, suggerisce che Cristo ha ancora la forza di alzarsi e proseguire. La seconda, più spessa, sfuggente, sembra coprire il corpo del Figlio di Dio; la terza caratterizzata dalla presenza di un calice, il calice che raccoglie il sangue di Cristo, rivela che la violenza ha vinto. La narrazione di Bonanno Conti è scarna, ma forse proprio la sua icastica sinteticità accentua la liricità del dramma. Diversa forza linguistica irrompe nelle uniche due opere sospese. Per una precisa scelta di Saverio Pugliatti, che ne ha curato l’allestimento, sono direttamente poggiate sul pavimento i pannelli che raffigurano la vita terrena, contaminata da violenza, sofferenza e dolore.

Le due che fissano il momento della morte, quindi l’ascesa al cielo, e il momento della Resurrezione, campeggiano invece nello spazio del Foyer sollevate da terra con lo scopo di sottolineare visivamente e cromaticamente la differenza tra dimensione terrena e dimensione divina. Nella suggestiva, evocativa, pitto-scultura che ferma il momento della Crocifissione, Bonanno Conti forza il racconto iconografico ma sintetizza il vero significato della Pasqua. La fusione di rosso e oro, insieme allo slancio vitale della figura, riepilogano, con chiari riferimenti alla lezione futurista, la Passione e la Resurrezione del Cristo. Altrettanto densa di significati la gioiosa Resurrezione. Al centro una croce dorata priva del corpo di Cristo, tutto attorno una esplosione di luce e di colore. E sono proprio quelle vibrazioni cromatiche a stabilire un punto d’incontro con l’osservatore in grado di percepire allusioni, trasposizioni, trasfigurazioni legate a quell’evento intriso, ormai da più di duemila anni, di quotidianità e straordinarietà .

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