Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

CASO CONTRADA, SGARBI: «I MAGISTRATI CHE NON CONOSCONO LA LEGGE, FUORI DALLA MAGISTRATURA»

ROMA, 14 apr. 2015 – Vittorio Sgarbi commenta la sentenza della Corte europea dei diritti umani che ha condannato l'Italia a pagare 10 mila euro di danni morali a Bruno Contrada, l'ex funzionario del Sisde condannato in via definitiva a 10 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo la Corte l'Italia ha violato l'articolo 7 della Convenzione europea per i diritti umani che stabilisce che non ci può essere condanna senza che il reato sia chiaramente identificato dai codici di giustizia. La fattispecie di reato contestata, secondo la Corte, «non era sufficientemente chiara e prevedibile per Contrada ai tempi in cui si sono svolti gli eventi in questione

«I giudici che condannarono Contrada - spiega Sgarbi - andrebbero messi fuori dalla magistratura perché, evidentemente, non conoscono la legge Non si può essere processati e condannati per un reato che non esiste. Aveva ragione il Procuratore generale della Cassazione Francesco Mauro Iacoviello quando nella requisitoria del processo dell'Utri ha scritto che "il concorso esterno è ferocemente contestato in dottrina e giurisprudenza sotto il profilo della sua tipicità sfuggente. Tre Sezioni Unite hanno cercato di tipizzarlo. Ammettere una contestazione in fatto significa platealmente aggirare il principio di tipicità. Cioè la principale conquista dell’illuminismo giuridico. Dunque, ci deve essere un atto (esame o altro) in cui l’accusa mi dica dettagliatamente e in forma chiara e precisa la condotta criminosa che avrei commesso"».


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