Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

TRAPPITELLO: TENTA IL SUICIDIO PER AMORE MA I CARABINIERI LO SALVANO

Il giovane non aveva accettato la fine della relazione. Non ce la faceva più quella donna e aveva deciso anche di trasferirsi. Proprio mentre la stesura della denuncia proseguiva la donna ha ricevuto un messaggio dall’ex. L’uomo le ha inviato una foto con un cappio al collo

Trappitello (ME). 05 aprile 2015Un giornata particolare il Venerdì Santo che avrebbe potuto assumere contorni tragici se non vi fosse stato il tempestivo intervento dei militari dell’Arma dei Carabinieri che hanno evitato un drammatico epilogo. Una donna si era presentata in evidente stato di agitazione presso la Stazione di Calatabiano e stava cominciando a raccontare al Maresciallo la sua storia recente segnata dagli atteggiamenti minacciosi e persecutori del suo ex convivente.

Un ragazzo di meno di trenta anni che non aveva accettato la fine della relazione e che ogni giorno cercava di riallacciare il rapporto con atteggiamenti spesso violenti. Ne avevano fatto le spese la stessa vittima e alcuni suoi amici. Non ce la faceva più quella donna e, presa dalla paura di reazioni violente nei propri confronti e nei confronti dei suoi cari, aveva deciso anche di trasferirsi. Proprio mentre la stesura della denuncia proseguiva la donna ha ricevuto un messaggio dall’ex. L’uomo le ha inviato una foto con un cappio al collo palesando il chiaro desiderio di farla finita.

La donna ha subito mostrato il messaggio ai Carabinieri che erano con lei ed ha riconosciuto il luogo ritratto nella foto, un casolare in una zona isolata a Trappitello (ME). Attimi concitati e i Carabinieri di Calatabiano hanno contattato la Centrale Operativa della Compagnia di Taormina. L’operatore ha subito contattato la pattuglia della Radiomobile indicando la via per raggiungere il casolare. Da lontano i militari hanno visto il giovane che armeggiava con una corda nei pressi di una trave di legno di un casolare. I Carabinieri hanno abbandonato la vettura per raggiungere a piedi la zona impervia dove era il ragazzo che alla vista delle divise ha cercato di allontanarsi. Il cappio è stato recuperato e l’uomo accompagnato presso l’Ospedale civile di Taormina dove ha confermato il suo desiderio autolesionista e spontaneamente ha poi accettato il ricovero.

Pochi minuti di ritardo e avremmo raccontato un’altra storia e invece si può parlare di un bell’esempio di efficienza e connessione tra Reparti dell’Arma che operano ogni giorno sul territorio nazionale sino alle zone periferiche.

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