Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

CROCETTA: ”SOTTOSCRITTI NUOVI PROTOCOLLI PER LA REALIZZAZIONE DI INTERVENTI A GELA”

Palermo, 28 mag. 2015 - Il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta e il
sindaco di Gela, Angelo Fasulo comunicano che in data odierna sono stati
sottoscritti alcuni protocolli attuativi di intesa per la realizzazione di
interventi per la città di Gela. Nel dettaglio, gli interventi riguardano l’allestimento dello spazio espositivo dedicato al reperto archeologico della nave greca , la realizzazione delle opere urgenti per la riqualificazione della portualità del territorio e l’avvio dei lavori di smantellamento dei dissalatori che libereranno aree che verranno adibite allo sviluppo di nuovi insediamenti industriali a Gela.

Tali accordi oltre agli investimenti già previsti, contribuiranno alla
progressiva trasformazione di Gela in uno dei più importanti poli di green-
economy d'Italia.
Con la formalizzazione degli accordi, partiranno a breve gli interventi di
sistemazione e dragaggio del Porto rifugio e gli interventi aggiuntivi per il
recupero e la valorizzazione della nave greca all'interno del nuovo polo
museale di Gela, già oggetto di un finanziamento di 5.049.000 milioni di euro
da parte della Regione.

Altre azioni previste dal protocollo siglato il 6 novembre scorso, sono già
avviate, come ad esempio il safety competence center, uno dei più grandi centri
di formazione nell'ambito della sicurezza, che attirerà presenze continue di
lavoratori Eni provenienti da tutte le parti del mondo, contribuendo anche
all'incremento di attività alberghiere e commerciali.

Nell'ambito di un più ampio programma di rilancio dello sviluppo e
dell'economia in Sicilia verranno inoltre realizzati progetti di
riqualificazione urbana a partire da diversi luoghi storici della città Gela.

Sono inoltre previsti investimenti per le risorse idriche e l'agricoltura,
per la produzione di energia solare, per le infrastrutture marittime e i beni
culturali. In tal senso si sta già lavorando alla progettazione e realizzazione
dei nuovi insediamenti industriali a Gela, per un progetto di efficientamento
energetico e per un intervento strutturale legato alla diga di Disueri, che
prevede un impegno di circa 20 milioni e 600 mila euro, la cui metá è già stata
impegnata dal dipartimento Energia della Regione.

Il presidente ringrazia il sindaco Fasulo per l'azione forte che sta
conducendo in difesa della città, l'Eni per il rispetto che sta dimostrando sul
mantenimento degli accordi sia in termini produttivi che occupazionali,
l'assessorato all'Energia, ai Beni Culturali, la Segreteria generale, il
dipartimento Protezione civile, per l'impegno congiunto e straordinario che
hanno svolto nell'attuazione del programma. Con la firma del 6 novembre e con
gli accordi di oggi cambia la storia di Gela. Non viene chiusa la Raffineria,
ma la si riapre utilizzando materie prime verdi grazie anche all'impegno
profuso dal Governo nazionale, regionale, Comune di Gela, sindacati ed Eni.

Alla crisi del petrolio in questo caso si è risposto non coi licenziamenti ma
con ricollocazione dei lavoratori in attività eco sostenibili e soprattutto
cominciando a introdurre un modello di economia che non è quello dei Poli senza
sviluppo ma che invece sprigiona energie su tutto il territorio poichè
l'industria a Gela sarà compatibile con il turismo, la pesca e ogni attività
che si basa sulla forte attenzione ambientale.

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