Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

SCUOLA IN SCIOPERO: IN PIAZZA PER GRIDARE A GRAN VOCE CHE LA RIFORMA RENZI NON È COSÌ “BUONA”

Nota di Federico Raineri Coordinatore Forza Italia Messina. Oggi 5 maggio 2015 la scuola scende in piazza per grida a gran voce che la riforma della scuola tanto acclamata da Renzi forse non è così “buona” e magnanima come vuole apparire
Messina, 05/05/2015 - La grande mobilitazione di tutto il comparto scuola, che oggi 5 maggio 2015 ha deciso di scendere in piazza, grida a gran voce che la riforma della scuola tanto acclamata da Renzi forse non è così “buona” e magnanima come vuole apparire. Per migliaia di docenti, studenti e famiglie, la “Buona Scuola” è un attacco alla democrazia e all’uguaglianza dei cittadini. Non c'è democrazia senza educazione, non c'è società realmente libertaria fin quando il fine diventa una produzione di beni e non di esseri umani liberi.

Nella prospettiva di Renzi della “Buona Scuola”, l’istruzione si configura sempre di più come un costo piuttosto che come un prezioso investimento civile, sociale ed economico. Non si può accettare una tale trasformazione aziendalistica delle scuole i cui dirigenti diventeranno veri e propri manager che sceglieranno il personale. E il potenziamento del potere nelle mani dei presidi pare obbedire ad una logica che poco ha a che fare con quella democratica, base fondante della nostra Repubblica.

Il futuro di ogni studente non può essere messo in gioco; la dignità di ogni docente, non può essere ridotta a mera premialità discrezionale e a chiamata “mercantile; la libertà di insegnamento (prevista dall’art. 33 comma 1 della Costituzione) non può essere calpestata, così come non si può puntare alla quantità a discapito della qualità; se si dimentica la qualità anche il merito va in sordina. E la scuola deve essere concepita nella sua vera essenza, ossia come comunità educante, in cui si cresce imparando a pensare, a confrontarsi e a cooperare con gli altri.

Le riforme però camminano sulle gambe dei cittadini e se così tanta gente ha deciso di prendere parte ad una protesta quasi unanime sicuramente è perchè il valore dell’istruzione non deve essere svenduto né sottovalutato, bensì difeso e custodito, poiché come ha sostenuto Nelson Mandela “L’istruzione è l’arma più potente per cambiare il mondo”.


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