Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

TERRORISTA DEL BARDO CATTURATO IN ITALIA: BENVENUTI NELLA TERRA ACCOGLIENTE PURE CON I CRIMINALI

Touil Abdelmajid era già stato identificato nel febbraio 2015 a Porto Empedocle dopo essere arrivato con un barcone con altre 90 persone. Il clandestino 22enne marocchino accusato dell’attentato al museo del Bardo è stato arrestato ieri sera a Gaggiano, nel milanese. Avrebbe avuto un ruolo “indiretto” nell’assalto al Museo
20 maggio 2015 - Italia-Tunisia, andata e ritorno. Il clandestino Touil Abdelmajid, 22 anni marocchino, accusato dell’attentato al museo Bardo, è stato arrestato ieri sera nel a Gaggiano, nel milanese. Avrebbe avuto un ruolo “indiretto” nell’assalto al Museo del Bardo. Touil Abdelmajid, 22 anni, è il marocchino, arrestato ieri sera vicino Milano ed ora rinchiuso nel carcere di San Vittore a Milano. Secondo le autorità tunisine sarebbe coinvolto nella strage del 18 marzo la Museo del Bardo, con un ruolo “indiretto” nell’assalto. Il governo di Tunisi ha chiesto alle autorità italiane l'arresto del marocchino con un mandato di cattura internazionale. Segnalata la presenza di Touil Abdelmajid nell'area milanese, i Ros e la Digos hanno avviato le ricerche nell’area di Legnano, restringendole poi a Gaggiano, dove il presunto attentatore è stato arrestato.

Il tour del marocchino ha toccato Porto Empedocle, Tunisi e Gaggiano. Italia-Tunisia, andata e ritorno, da clandestino. Nel mezzo, l’attentato al museo Bardo, nel quale Touil Abdelmajid, 22 anni marocchino, arrestato ieri sera nel Milanese e detenuto nel carcere di San Vittore, sarebbe coinvolto. Secondo le autorità tunisine ha avuto un ruolo “indiretto” nell’assalto. Per questo il Paese Nordafricano ha chiesto a Roma di arrestarlo con un mandato di cattura internazionale. I nostri servizi segreti hanno fatto il resto. Hanno segnalato la presenza di Abdelmajid nel Milanese. E ad aprile sono scesi in campo i Ros e la Digos, che hanno indirizzato le loro ricerche nell’area di Legnano. Hanno poi ristretto il raggio di azione a Gaggiano, fino a individuare l’appartame

Le manette sono scattate mentre Abdelmajid camminava sulla strada provinciale vicino all’appartamento nel quale aveva preso posto, in via Pitagora, dove gli investigatori hanno trovato e sequestrato del materiale che sarà analizzato dall’intelligence. Le accuse mosse dalle autorità di Tunisi sono di omicidio volontario con premeditazione, cospirazione ai fini di commettere reati contro la sicurezza interna dello Stato, incendio, sequestro di persona, adesione a organizzazione terroristica, attentati per mutare la forma di governo. Mentre in Italia è indagato dalla Procura di Milano, come atto dovuto, per terrorismo internazionale. Ma i pm milanesi hanno avviato approfondimenti per capire quale sia stata la sua eventuale responsabilità nel blitz al museo Bardo.

Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano: «Ancora una volta siamo stati più forti noi, più forte lo Stato. Lo abbiamo arrestato. L'eccellente lavoro delle Forze di Polizia, infatti, ha consentito l'arresto di un marocchino sospettato di essere coinvolto nella strage del Bardo a Tunisi. Si conferma quello che abbiamo sempre detto: l'allerta è altissima e il nostro sistema di controllo lo ha dimostrato, non risparmiando nessuna pista, perché questa al terrorismo è una guerra che non ha precedenti.

Congratulazioni dunque ai nostri uomini in divisa, agli inquirenti e all'intelligence, che hanno saputo tessere con alta professionalità la rete investigativa, senza escludere alcun canale di possibile infiltrazione».

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