Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

VIOLENTO' E SEVIZIO' UNA CAVALLA PROVOCANDONE LA MORTE, CONDANNA BEFFARDA A UN 'ORCO' A MESSINA

Sevizie e abusi sessuali su una cavalla incinta, fino a provocarle un aborto e a portarla alla morte: di questi gravissimi reati era accusato B. S., condannato ieri dal Tribunale di Messina per il reato di maltrattamento di animali aggravato dalla morte a due anni di reclusione, pena sospesa (e nome in sigla). Mah? Perché tanta 'protezione', tanto riserbo? Avrà pure un premio al valore?

MESSINA, 06/05/2015 - Sevizie e abusi sessuali ai danni di una cavalla incinta, fino a provocarle un aborto e a portarla alla morte: di questi gravissimi reati era accusato B. S., classe 1983, stalliere, condannato ieri dal Tribunale di Messina per il reato di maltrattamento di animali aggravato dalla morte, a due anni di reclusione, pena sospesa, con liquidazione del danno in separata sede ma con la provvisionale di € 5.000 e liquidazione di spese legali in favore della LAV parte civile di € 550 (oltre IVA e CPA). Il Pubblico Ministero, dott.ssa Liliana Todaro, aveva chiesto e ottenuto per l’imputato la citazione diretta a giudizio davanti al giudice monocratico del Tribunale di Messina, per rispondere in particolare dei reati di:

 maltrattamento (reato p. e p. dall’art. 81, 544 ter comma 3 c.p.) “perché
– si legge nel decreto di citazione a giudizio - in più occasioni,
sottoponeva a sevizie una cavalla consumando rapporti sessuali con
l’animale. In particolare, abusava sessualmente della cavalla, in stato di
gravidanza, con il proprio organo genitale e con altri attrezzi impropri,
determinando atroci sofferenze a cui è seguito il distacco della placenta,
l’aborto e, infine, la morte”.

 Danneggiamento “per avere, mediante la condotta descritta, irrimediabilmente reso inservibile la cavalla-fattrice”. “Una vicenda di inaudita gravità ed efferata violenza, con epilogo mortale –
afferma la LAV - Ad inchiodare il colpevole, rivela l’Associazione animalista, le
sequenze video di alcune telecamere interne che avrebbero ripreso gli abusi
sessuali. Anche se il colpevole è stato condannato nulla potrà “riparare” alle
sofferenze e alla morte inflitte con tale sadismo”.

“Una sentenza che aiuta a porre l’attenzione sui crimini sessuali a danno di
animali, una piaga ancora sommersa – afferma Ciro Troiano, criminologo e
Resp. LAV Osservatorio Zoomafia, autore di una recente indagine
(http://www.lav.it/news/crimini-sessuali-contro-gli-animali-dossier-lav) sui
crimini sessuali a danno di animali - La zooerastia è un disturbo sessuale
caratterizzato dall’eccitazione erotica o dalla fantasia di avere rapporti sessuali
con animali, o dal praticare attività sessuali con gli stessi in modo non
occasionale. E’ considerata una psicopatologia solo se è compulsiva e se è
suscettibile di procurare danni seri al funzionamento psicologico dell’individuo.

Ogni abuso su animali di natura sessuale integra il reato di maltrattamento.
Siamo convinti però – conclude Troiano - che, vista la complessità del fenomeno,
sia necessaria un’articolata rivisitazione della questione anche sotto il profilo
della tutela penale e una giusta collocazione del precetto in seno al Codice
penale prevedendo apposite disposizioni punite con la reclusione e la multa. Fatti
di tale violenza non devono più accadere: ci auguriamo che quanto accaduto a
questa cavalla faccia maturare al più presto ogni azione opportuna ai fini della
prevenzione e delle repressione di tali gravissimi reati”.

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