Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

EXPORT SICILIA: POSITIVO INIZIO D’ANNO PER LE PICCOLE IMPRESE SICILIANE, MESSINA FANALINO DI CODA

Export. Positivo inizio d’anno per le piccole imprese siciliane. Fra le province a guidare la classifica del made in Sicily e’ Siracusa. Fanalini di coda della classifica Messina, Agrigento e Ragusa
Palermo, 1 luglio 2015. Le piccole imprese siciliane iniziano il 2015 registrando un miglioramento, seppur lieve rispetto all’anno precedente, nella corsa al made in Italy sui mercati internazionali. Nel primo trimestre di quest’anno dalla nostra regione sono volati nel mondo prodotti per un valore di 128,1 milioni di euro, pari al 7,7 per cento del totale dell’export manifatturiero nazionale (27,2 per cento), con un aumento del 5,7 per cento rispetto allo stesso periodo del 2014. A rivelare i risultati del primo trimestre 2015 delle vendite fuori dai confini nazionali dei settori a maggiore concentrazione di micro e piccole imprese (MPI) è un dossier sull“Export nei settori della piccola e media impresa”, curato dall’Ufficio Studi nazionale di Confartigianato.

 “C’è una buna performance del made in Sicily delle micro e piccole imprese siciliane- commenta Filippo Ribisi, presidente di
Confartigianato Sicilia- anche se con una quota limitata sul totale dell’export manifatturiero nazionale. L’Isola sconta ancora, oltre ai danni provocati dalla crisi internazionale- che hanno avuto inevitabili riflessi sul sistema produttivo regionale-, la tradizionale diffidenza delle regioni del Sud ad aprirsi ai mercati esteri, ma soprattutto la forte carenza infrastrutturale della regione. Tuttavia, consideriamo positivo il fatto che la Sicilia sia cresciuta, sebbene solo in minima parte, con un 5,7 per cento rispetto al 4,1 per cento della media nazionale. Infatti- prosegue Ribisi- l’Isola pesa ancora poco (lo 0,5 per cento) sull’export nei settori di micro e piccola impresa, ma nonostante questo sta manifestando un rassicurante dinamismo”.

L’analisi per settori, tratta dai dati Istat, evidenzia che al primo trimestre 2015 si registra un maggior dinamismo dell’export per prodotti alimentari (92.157.213 euro), articoli di abbigliamento (10.470.451 euro), articoli in pelle (6.792.921 euro), prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature (7.045.300 euro), prodotti delle altre industrie manifatturiere (7.178.120 euro), mobili (2.863.070 euro), legno e prodotti in legno e sughero (1.556.255 euro). Secondo il rapporto di Confartigianato, al livello provinciale la migliore performance per le vendite all’estero di made in Sicily proveniente dalle piccole imprese è quella di Siracusa (+44,3%), seguita da Catania (+29,5%), Trapani (+6,8%), Palermo (+5%), Caltanissetta (2,8%), Enna (+0,8%). Fanalini di coda della classifica Messina (-7,6%), Agrigento (-5,6%) e Ragusa (-1,1%).

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