Niscemi interviene Sigea: atti di compravendita di un immobile, è il colpo nella pistola della “roulette russa”

Niscemi interviene Sigea.  La Società Italiana di Geologia Ambientale propone che gli atti di compravendita di un immobile contengano anche il certificato che descriva i pericoli geologici riguardanti le aree interessate.  "In Italia oggi la popolazione a rischio frane è 1.284.960 e a rischio alluvioni è 6.818.375; gli edifici rispettivamente 742.192 e 1.549.759; le imprese rispettivamente 74.974 e 642.979.  Questi sono i numeri che l’ISPRA raccoglie dall’ISTAT e dalle Autorità di Bacino".    31/01/2026 - "Nessuna delle famiglie che stanno vivendo il drammatico disagio a Niscemi, e quelle che saranno coinvolte nei prossimi mesi, avrebbe investito tutti i propri risparmi per la cosa che tutti riteniamo il rifugio economico, materiale e sociale per eccellenza, la propria casa, sapendo che un giorno una frana l’avrebbe distrutta. Nessuna delle famiglie sfollate, avrebbe con ogni probabilità investito tutti i propri risparmi per la casa sapendo che un giorno una fra...

PALERMO, COBAS: “CHIEDEREMO SCUSA ALLA CITTÀ PER IL SERVIZIO SCADENTE OFFERTO DALL’AMAT”

Manifestazione dei Cobas a piazza Castelnuovo dalle 9 alle 17  a difesa dell’Amat, organizzata da Cobas, Uil, Ugl e Faisa-Cisal, per “chiedere scusa alla cittadinanza per lo scadente servizio offerto dall’Amat”

Palermo, 3 giugno 2015 – Oggi Mercoledì 3 giugno, manifestazione a difesa dell’Amat organizzata da Cobas, Uil, Ugl e Faisa-Cisal. Dalle 9 alle 17 i lavoratori, liberi dal servizio, si daranno appuntamento a piazza Castelnuovo per “chiedere scusa alla cittadinanza per lo scadente servizio offerto dall’Amat”. È quanto affermano Antonino La Barbera, Carlo Cataldi e Giuseppe Rizzo – componenti della segreteria regionale dei Cobas settore Trasporti – che precisano: “Non si tratta di uno sciopero, ma di una protesta costruttiva che ha l’obiettivo di far conoscere alla pubblica opinione lo stato in cui versa l’ex municipalizzata che si occupa del trasporto pubblico urbano”.
“Lo facciamo noi lavoratori al posto dell’azienda e del Comune che, nonostante i proclami a favore della mobilità, non hanno idee e strategie chiare per far uscire l’Amat dal guado in cui si trova – concludono La Barbera, Cataldi e Rizzo –. Ne è prova il fatto che non vi sia ancora un contratto di servizio, un piano industriale e che, dopo mesi di discussioni, l'azienda si sia rifiutata di firmare un accordo per il rilancio delle officine. Siamo contro ogni taglio di linee fino a quando non entrerà in servizio il tram. Non si disincentiva l’uso del mezzo privato e si migliora la qualità dell’aria, riducendo gli autobus”.





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