Niscemi interviene Sigea: atti di compravendita di un immobile, è il colpo nella pistola della “roulette russa”

Niscemi interviene Sigea.  La Società Italiana di Geologia Ambientale propone che gli atti di compravendita di un immobile contengano anche il certificato che descriva i pericoli geologici riguardanti le aree interessate.  "In Italia oggi la popolazione a rischio frane è 1.284.960 e a rischio alluvioni è 6.818.375; gli edifici rispettivamente 742.192 e 1.549.759; le imprese rispettivamente 74.974 e 642.979.  Questi sono i numeri che l’ISPRA raccoglie dall’ISTAT e dalle Autorità di Bacino".    31/01/2026 - "Nessuna delle famiglie che stanno vivendo il drammatico disagio a Niscemi, e quelle che saranno coinvolte nei prossimi mesi, avrebbe investito tutti i propri risparmi per la cosa che tutti riteniamo il rifugio economico, materiale e sociale per eccellenza, la propria casa, sapendo che un giorno una frana l’avrebbe distrutta. Nessuna delle famiglie sfollate, avrebbe con ogni probabilità investito tutti i propri risparmi per la casa sapendo che un giorno una fra...

STEMMA COMUNALE E IDENTITÀ CIVICA IN PROVINCIA DI MESSINA

Una riflessione di Guglielmo Scoglio sugli stemmi di alcuni paesi della provincia di Messina
Monforte San Giorgio, 18 giugno 2015- In una ricerca (http://www.monfortesi.it/ nuovosito/ images/stories/download/identita.pdf ) dedicata al giornalista e intellettuale Santo Coiro scomparso lo scorso anno, Guglielmo Scoglio, studioso di Monforte San Giorgio ricostruisce la storia dello stemma civico della cittadina dei Peloritani ma estende le sue riflessioni ad altri centri della Provincia di Messina. Partendo dalla considerazione che ogni stemma comunale dovrebbe raccontare, con pochi elementi grafici l’identità di un centro abitato e del suo territorio in modo da far percepire la sua storia, la religiosità ed i valori in cui esso si identifica, egli rileva che invece gli stemmi di molti paesi di origine feudale in provincia di Messina (Castell’Umberto, Condrò, Ficarra, Fiumedinisi, Gallodoro, Graniti, Mandanici, Mojo Alcantara, Monforte San Giorgio, Mongiuffi Melia, Montalbano Elicona, Motta Camastra, Oliveri, Roccalumera, San Pier Niceto, Santo Stefano di Camastra, Saponara, Venetico) non rispondono a questa doverosa regola ma invece si presentano con un affastellamento di simboli che si ispirano alle figure araldiche dello stemma borbonico del Regno delle Due Sicilie.
Scoglio col suo articolo intende far presente ai cittadini dei suddetti centri questo stato di fatto, ma ritiene che non sia opportuno modificare gli stemmi anche perché le popolazioni sono ormai abituate ad essi e forse addirittura amano la ricchezza di figure e di colori. Ritiene più utile affiancare un logo identificativo che richiami in modo evidente la storia e la realtà dei singoli comuni da utilizzare nelle occasioni non ufficiali.

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