Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

BERLUSCONI “SUGGERIVA GLI OBIETTIVI A COSA NOSTRA PER FARE ABOLIRE IL 41 BIS E MODIFICARE LA LEGGE SUI PENTITI”?

"Silvio Berlusconi suggeriva gli obiettivi a Cosa nostra" secondo il collaboratore di giustizia Giovanni Ciaramitaro, alla ripresa dell'udienza del processo sulla trattativa tra Stato e mafia. Le stragi del 1993 erano fatte "per abolire il 41 bis e modificare la legge sui pentiti. Le bombe servivano per scendere a patti con lo Stato". Il nome "lo fece Francesco Giuliano, durante il periodo in cui abbiamo trascorso assieme la latitanza, mentre in tv c'era una trasmissione in cui partecipava Berlusconi"

Palermo, 10 set. 2015 - "Era Silvio Berlusconi il politico che suggeriva gli obiettivi a Cosa nostra". Lo ha detto il collaboratore di giustizia Giovanni Ciaramitaro, oggi, alla ripresa dell'udienza del processo sull trattativa tra Stato e mafia, in corso nell'aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo, riferendo delle stragi in Continente del 1993, fatte, ha spiegato "per abolire il 41 bis e modificare la legge sui pentiti. Le bombe servivano per scendere a patti con lo Stato". E un politico - che prima della breve sospensione per conferire col proprio avvocato aveva detto che era di Palermo e che non voleva nominare per tutelare la propria famiglia - "dava gli obiettivi da colpire, gli indirizzi giusti".

Il nome "lo fece Francesco Giuliano - ha aggiunto Ciaramitaro - durante il periodo in cui abbiamo trascorso assieme la latitanza, mentre in tv c'era una trasmissione in cui partecipava Berlusconi". Ciaramitaro il 23 luglio 1996 al pm Gabriele Chelazzi, disse, riferendo quanto appreso da Francesco Giuliano: "come infatti lui (Berlusconi, ndr) - ha confermato oggi davanti alla Corte di assise di Palermo - diventato presidente si e' mosso, per fare una legge sulle carceri, che non e' stata approvata". Secondo Ciaramitaro le stragi del 1993 si fermarono per "motivi finanziari. Dopo l'arresto dei fratelli Graviano - ha detto - non c'era piu' nessuno che sosteneva le trasferte. A Roma e' rimasto seppellito l'esplosivo da piazzare nella Torre di Pisa, il resto invece era a Palermo". (AGI)

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