Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

BERLUSCONI “SUGGERIVA GLI OBIETTIVI A COSA NOSTRA PER FARE ABOLIRE IL 41 BIS E MODIFICARE LA LEGGE SUI PENTITI”?

"Silvio Berlusconi suggeriva gli obiettivi a Cosa nostra" secondo il collaboratore di giustizia Giovanni Ciaramitaro, alla ripresa dell'udienza del processo sulla trattativa tra Stato e mafia. Le stragi del 1993 erano fatte "per abolire il 41 bis e modificare la legge sui pentiti. Le bombe servivano per scendere a patti con lo Stato". Il nome "lo fece Francesco Giuliano, durante il periodo in cui abbiamo trascorso assieme la latitanza, mentre in tv c'era una trasmissione in cui partecipava Berlusconi"

Palermo, 10 set. 2015 - "Era Silvio Berlusconi il politico che suggeriva gli obiettivi a Cosa nostra". Lo ha detto il collaboratore di giustizia Giovanni Ciaramitaro, oggi, alla ripresa dell'udienza del processo sull trattativa tra Stato e mafia, in corso nell'aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo, riferendo delle stragi in Continente del 1993, fatte, ha spiegato "per abolire il 41 bis e modificare la legge sui pentiti. Le bombe servivano per scendere a patti con lo Stato". E un politico - che prima della breve sospensione per conferire col proprio avvocato aveva detto che era di Palermo e che non voleva nominare per tutelare la propria famiglia - "dava gli obiettivi da colpire, gli indirizzi giusti".

Il nome "lo fece Francesco Giuliano - ha aggiunto Ciaramitaro - durante il periodo in cui abbiamo trascorso assieme la latitanza, mentre in tv c'era una trasmissione in cui partecipava Berlusconi". Ciaramitaro il 23 luglio 1996 al pm Gabriele Chelazzi, disse, riferendo quanto appreso da Francesco Giuliano: "come infatti lui (Berlusconi, ndr) - ha confermato oggi davanti alla Corte di assise di Palermo - diventato presidente si e' mosso, per fare una legge sulle carceri, che non e' stata approvata". Secondo Ciaramitaro le stragi del 1993 si fermarono per "motivi finanziari. Dopo l'arresto dei fratelli Graviano - ha detto - non c'era piu' nessuno che sosteneva le trasferte. A Roma e' rimasto seppellito l'esplosivo da piazzare nella Torre di Pisa, il resto invece era a Palermo". (AGI)

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