Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

EUROPA DELLE BANCHE: IL PICCOLO AYLAN E LA BESTIALITÀ DI GOVERNANTI ASSETATI DI POTERE E DENARO

6 settembre 2015 – Europa spaccata sull’emergenza immigrati. Stati indisponibili ad intervenire e a farsi carico delle quote che ciascun Paese ha il dovere di assumersi. L’inversione di rotta della Germania è un segnale comunque positivo, seppure costituisca la trovata strategica della cancelliera Angela Merkel, timorosa di offrire alle destre nazionaliste argomenti favorevoli, fattori di ribellione e crescita. La Commissione europea, tuttavia, non riesce a trovare un accordo sulle quote di profughi che ciascun Paese membro dovrà accogliere. Pure la Croazia (dove però nessuno sembra interessato ad andare) è disposta a discuterne, come dichiarato dal premier croato, Zoran Milanovic, che ha criticato aspramente il muro eretto dall'Ungheria al confine con la Serbia.

Le immagini strazianti del piccolo Aylan sulla spiaggia di Bodrum, morto assieme al suo fratellino Galip, sembrano avere commosso i governati di alcuni Paesi europei al punto da ribaltare scelte e atteggiamenti, inducendoli ad accogliere i profughi e i migranti, nel nome di un Dio che grida misericordia.

Aylan, il bimbo di tre anni annegato nel tentativo di raggiungere Kos, fotografato esanime sulla battigia a Bodrum, è diventato il simbolo della tragedia dei migranti, facendo capire che prima delle banche, prima della politica dei partiti, prima del potere, c’è la vita e c’è la pace: persone che vogliono vivere e magari trovare in Germania, Austria, Svezia o Italia il proprio futuro di pace e di lavoro.

Allo stesso modo – però – non hanno commosso le immagini e le notizie delle tante persone morte suicide per i debiti, per la disperazione, per avere perso il posto di lavoro a 50 o 60 anni, per non essere riusciti a fare fronte ai debiti, al fallimento dell’azienda, alla chiusura del loro negozio…
Arriverà, allora, un momento in cui questa Europa delle banche capirà che al di sopra del denaro (e del debito) c’è la vita, la dignità dei popoli e delle persone… Lo capirà mai? Ci vorrà la foto terrificante di un'altra piccola vittima del potere e dell’ingordigia umana?

Vorrà mai questa Europa delle banche ammettere che il debito pubblico è in buona parte l’esito nefasto di condotte governative sciagurate, colpa di governanti biechi e corrotti, conseguenza della pantagruelica fame di denaro che il potere ha per nutrirsi e nutrire clientele e partiti politici, programmi aziendali e conti personali o comunque privati?

La riduzione del debito pubblico non è nelle mani della gente (che è invece costretto a pagare), cui viene fatto carico, ma nelle mani dei Paesi, dei governanti attuali, e dell’Europa delle banche. Aylan, il bimbo di tre anni annegato per fuggire dalla guerra e dalla bestialità di governanti assetati di potere e denaro, vinca da lassù l'indifferenza dei potenti.

Aylan è vivo nella nostra coscienza e nei nostri cuori. Ma non nelle 'cavità' delle banche!
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Immagine Aylan: bimbo17-kKrD-U106011253672263W-428x240@LaStampa.it

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