Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

OSPEDALE PIEMONTE, LA CISL: “QUI SI GIOCA CON LA SALUTE DEI CITTADINI, IL PRESIDIO DI ERMERGENZA URGENZA È INTOCCABILE”

Messina, 9 settembre ’15 – «Un gioco delle parti». Così la Cisl definisce l’ultimo atto della vicenda Ospedale Piemonte. «Da una parte l’Assessore regionale dispensa rassicurazioni circa il mantenimento della struttura, dall’altro lato il Direttore Generale Vullo in assenza di disposizioni, continuerà per la sua strada e cioè verso chiusura del Presidio Ospedale e con esso dei reparti e del Pronto Soccorso».
Ancora si è nel campo delle ipotesi, ma la Cisl ricorda all’assessore Gucciardi come stia ricalcando il “modus operandi” dell’assessore Borsellino che «ha sempre dispensato sicurezza e certezza circa il mantenimento dell’Ospedale Piemonte, ma poi si continuava sulla strada della dismissione».
A proposito di ipotesi, sul possibile accorpamento con IRCCS Neurolesi il sindacato evidenzia come sia necessaria «una ridefinizione dei budget delle due Aziende, come lo stesso serve eventualmente anche per il passaggio all’Azienda Provinciale Sanitaria. Tutto ciò comporterebbe l’approvazione di ulteriori norme regionali e nazionali che investono i Ministeri della Salute e dell’Università, con regolamenti di attuazione e risoluzioni che devono contemplare il passaggio della struttura, la rideterminazione dei budget, degli atti aziendali e delle dotazioni organiche ed il destino dei lavoratori. Un percorso lungo e tortuoso che sicuramente non può concludersi entro il prossimo 30 settembre».

La Cisl denuncia quindi come siano ancora troppe le ombre sul destino della struttura ospedaliera e come il rischio sia quello di paralizzare l’attività del Piemonte.
«Ancora una volta – sostiene il sindacato di viale Europa - si gioca con il futuro della sanità dei cittadini, una considerazione che nasce dalle diverse e disparate posizioni politiche dettate da logiche di appartenenza e non dai bisogni della gente. Non si deve giocare né con le tessere politiche né con le tessere sindacali, qui è in gioco della salute dei cittadini messinesi e dell’utenza di tutto il territorio».

La Cisl annuncia che continuerà a sostenere come il presidio di emergenza-urgenza del Piemonte sia «strategico ed importante, a tal punto da non essere necessaria tutta l’accelerazione a procedere che il Direttore Generale ha intrapreso. Il Decreto Balduzzi – ricorda la Cisl - prevede che gli eventuali accorpamenti vadano conclusi entro il 31 dicembre 2016 e vi è ancora oltre un anno per ricercare le giuste soluzioni che, secondo noi, devono andare nella direzione del mantenimento della “mission” del presidio storico di Viale Europa».

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