Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

CENTRALE TERMOELETTRICA VALLE DEL MELA: UN'AREA AD ELEVATO RISCHIO DI CRISI AMBIENTALE NON PUÒ AVERE CONFINI TERRITORIALI

Escludere dal fronte comune delle amministrazioni gli enti locali che hanno deliberato la netta contrarietà all'utilizzo del CSS presso la centrale termoelettrica di Archi e che non fanno parte dell'Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale è un atteggiamento che indebolisce la battaglia per la difesa della salute pubblica

23/10/2015 - Una collaborazione fra amministrazioni non può e non deve avere confini territoriali; qualunque comune ha votato l'assoluta contrarietà alla realizzazione dell'inceneritore nella Valle del Mela ha pari diritto. Non bisogna nascondersi dietro decreti regionali o nazionali che non hanno portato nessun beneficio per il territorio. L'Associazione ADASC che dal primo momento ha intrapreso questa battaglia non ha fatto distinzioni fra amministrazioni comunali e non condivide assolutamente la posizione di alcuni amministratori di circoscrivere il tavolo solo ai comuni dell'AERCA. Inoltre un referendum, che chiama al voto una parte della popolazione soggetta all'impatto dell'inceneritore, é riduttivo e controproducente per la battaglia stessa. Abbiamo sempre detto che più ampia é la partecipazione più possibilità abbiamo di vincere questa guerra contro un colosso industriale. Bisogna urgentemente aprire il tavolo a tutti gli enti locali potenzialmente coinvolti dall'impatto dell'impianto che si sono già espressi e anche alle associazioni ambientaliste che giornalmente lottano per la salute dei cittadini bene costituzionalmente garantito e che grazie alla quotidiana attività hanno accesso i riflettori sulla vicenda tramite azioni di sensibilizzazione e anche di protesta pacifica.

In assenza di tale apertura riteniamo che la questione vuole diventare "strumento" di pochi e non possiamo assolutamente accettarlo. L'associazione sarà sempre grata e al fianco di tutte le amministrazioni pubbliche che con atti si sono dichiarati contro la realizzazione dell'ennesimo impianto insalubre. Non entriamo nel merito della valenza giuridica del referendum che rappresenta sicuramente uno strumento di coinvolgimento della cittadinanza. Alcune amministrazioni hanno deciso di intraprendere questo percorso unitario ma tale deve essere su tutti i fronti con l'esclusivo obiettivo di evitare la realizzazione dell'inceneritore. Iniziano a dare un segno tangibile inviando, entro il 21 novembre, le osservazioni al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare tramite un documento unitario controfirmato dai sindaci.
Esistono altri strumenti a disposizione dei consigli comunali e delle Giunte Municipali; ben venga qualunque azione utile a contrastare la realizzazione dell'inceneritore della Valle del Mela.

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