Niscemi interviene Sigea: atti di compravendita di un immobile, è il colpo nella pistola della “roulette russa”

Niscemi interviene Sigea.  La Società Italiana di Geologia Ambientale propone che gli atti di compravendita di un immobile contengano anche il certificato che descriva i pericoli geologici riguardanti le aree interessate.  "In Italia oggi la popolazione a rischio frane è 1.284.960 e a rischio alluvioni è 6.818.375; gli edifici rispettivamente 742.192 e 1.549.759; le imprese rispettivamente 74.974 e 642.979.  Questi sono i numeri che l’ISPRA raccoglie dall’ISTAT e dalle Autorità di Bacino".    31/01/2026 - "Nessuna delle famiglie che stanno vivendo il drammatico disagio a Niscemi, e quelle che saranno coinvolte nei prossimi mesi, avrebbe investito tutti i propri risparmi per la cosa che tutti riteniamo il rifugio economico, materiale e sociale per eccellenza, la propria casa, sapendo che un giorno una frana l’avrebbe distrutta. Nessuna delle famiglie sfollate, avrebbe con ogni probabilità investito tutti i propri risparmi per la casa sapendo che un giorno una fra...

MIGRANTI: SBARCO A MESSINA DEL 6 OTTOBRE, ARRESTATO ‘ARMATORE’ DELL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA

L’uomo, Ali Rouhoume, tunisino di 35 anni, che ha guidato il peschereccio scalcinato con a bordo i 239 migranti soccorsi e sbarcati ieri a Messina è un tunisino di 35 anni
Messina, 07/10/2015 - E’ stato senza alcuna esitazione riconosciuto dai tanti eritrei, siriani e bengalesi come colui che ha guidato il mezzo dalle coste libiche, con tanto di mappa e bussola al seguito, due telefoni cellulari con relative schede sim, 350 euro nello zaino e 600 nascosti sotto la suola di una scarpa. D’altronde Ali Rouhoume, un tunisino di 35 anni, sapeva come fare. Non si trattava infatti del primo viaggio. Il 35enne tunisino aveva già raggiunto Lampedusa nell’ottobre del 2013 e Palermo, con scalo aereo, nel dicembre dello stesso anno. Arrestato nel marzo del 2014 per concorso in immigrazione clandestina dopo un nuovo arrivo a Lampedusa, Ali Rouhoume era stato scarcerato nel luglio dello stesso anno ed espulso dal territorio nazionale. Ogni volta aveva fornito un’identità diversa.

Fino a ieri, quando i riscontri effettuati dal locale Gabinetto di Polizia Scientifica ne hanno ricostruito la storia e l’identità.

Le indagini effettuate dagli agenti della Squadra Mobile hanno completato il quadro d’insieme ed individuato le evidenti responsabilità dell’uomo in un traffico di uomini ormai ben rodato: rastrellamento dei migranti attraverso ogni mezzo, Facebook e passaparola compresi, trasferimento presso strutture in prossimità del luogo di partenza in attesa del momento giusto e di un numero congruo di persone da trasferire sui mezzi di fortuna. Costo del viaggio pro capite, almeno stavolta, circa 1200 dollari.
L’ultima delle tante somme pagate nel viaggio senza fine di uomini, donne e bambini che lasciano il paese d’origine e pezzo di mondo dopo pezzo, a volte aiutati dalle famiglie d’origine, più spesso cercando lavori di fortuna, sempre e per tutti alla ventura, raggiungono le coste della Libia.

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