Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

LACCOTO, ANSELMO E PANARELLO: “PROROGA DEI PRECARI NEI COMUNI IN DISSESTO O PRE-DISSESTO INSERITA IN FINANZIARIA”

22/12/2015 - Il gruppo del Partito Democratico all’Assemblea Regionale ha fatto proprio l’emendamento approvato dalla Camera dei Deputati ed inserito nella Legge di Stabilità, primo firmatario il deputato Pd Angelo Capodicasa - che consente la proroga dei contratti dei lavoratori precari nei comuni dissestati o in pre-dissesto. Il gruppo Pd all’Ars ha interessato l’Assessore Regionale all’Economia Baccei per l’inserimento dell’emendamento nella Finanziaria che adesso verrà esaminata dall’Assemblea.
“Si tratta di un provvedimento importante – sottolineano il presidente della Commissione Attività Produttive Giuseppe Laccoto, il capogruppo Pd Alice Anselmo e il deputato Filippo Panarello – che di fatto amplia la deroga per tutti i precari degli enti locali in Sicilia, comprendendo quelli che lavorano nei comuni dissestati senza dover attendere il decreto cosiddetto ‘milleproroghe'”. “E’ un doveroso atto di sensibilità e di attenzione nei confronti del mondo del precariato che legittimamente attende risposte. La proroga di un anno non è la soluzione – concludono Laccoto, Anselmo e Panarello – ma è un passo decisivo verso l’obiettivo della stabilizzazione”.

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