Caro voli: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

L‘UOMO PREISTORICO PREFERIVA I LEGUMI NELLA SUA DIETA

Secondo i ricercatori dell‘Istituto Weizmann e della Israel Antiquities Authority, l‘uomo preistorico che viveva in Galilea era specializzato nella coltivazione di legumi in generale, e fave in particolare. "Si tratta di una scoperta importante, che permette una più profonda comprensione della rivoluzione agricola nel sud del Vicino Oriente"

Roma, 31 dicembre 2015 - Lo studio congiunto dei ricercatori dell'Istituto Weizmann e della Israel Antiquities Authority, che negli ultimi anni ha esaminato i semi di fava ritrovati negli scavi neolitici in Galilea, fa luce sulle abitudini alimentari delle persone che vivevano nella zona 10.000 di anni fa. Il ritrovamento dei semi nei siti preistorici mostra che la dieta degli abitanti dell‘epoca consisteva principalmente di fave, così come di lenticchie e di vari tipi di piselli e ceci.
Lo studio è stato condotto dall’archeologa-botanica Valentina Caracuta, dell‘Istituto Weizmann, insieme a Elisabetta Boaretto e Lior Regev, e in collaborazione con gli archeologi Kobi Vardi, Yitzhak Paz, Hamoudi Khalaily, Ianir Milevski e Omri Barzilai della Israel Antiquities Authority.

La moltitudine di semi di fava trovati nei siti neolitici scavati in Galilea nel corso degli ultimi anni indica la preferenza nella coltivazione della fava. La datazione dei semi, dichiarata presso il Centro Kimmel dell'Istituto Weizmann, indica un intervallo di tempo tra i 9.890-10.160 anni fa. Questi semi, sono stati trovati ben conservati durante gli scavi, in depositi interni già sgusciati. La dimensione uniforme dei semi mostra la loro coltivazione metodica, sono stati raccolti nello stesso periodo di tempo, quando i legumi erano maturi. Secondo i ricercatori, il mantenimento dei semi in depositi riflette una pianificazione agricola a lungo termine, i semi non erano conservati solo per l‘ alimentazione, ma anche per garantire raccolti futuri negli anni successivi.

I ricercatori hanno aggiunto, "L'identificazione dei luoghi dove le specie vegetali, oggi parte integrante della nostra dieta, sono stati coltivati è di grande importanza per la ricerca. Nonostante l'importanza dei cereali nell’ambito nutrizionale, che continua fino ad oggi, sembra che nella regione esaminata (a ovest del fiume Giordano), siano stati i legumi, ricchi di sapore e proteine, a essere la prima specie a essere coltivata. In quel periodo, un fenomeno noto come la rivoluzione agricola ha avuto luogo in tutta la regione: diverse specie di animali sono stati addomesticate e differenti tipi di
piante sono state coltivati in tutto il Levante, ed è ormai chiaro che l'area della Galilea era la principale produttrice di legumi in epoca preistorica . Questo processo è durato migliaia di anni, durante i quali alcune caratteristiche delle specie selvatiche furono modificate, e addirittura alcune specie vegetali vennero create. Tuttora, la maggior parte dei ceci coltivati nel Paese provengono dalla regione della Galilea ".
Gli archeologi - che grazie all‘ utilizzo di tecniche avanzate hanno scoperto la datazione accurata dei semi di fava - sono arrivati alla conclusione di aver trovato i semi di fava coltivati più antichi di tutto il mondo, risalenti a 10.125-10.200 di anni fa.

Clicca qui per scaricare immagini ad alta risoluzione:
1-2. Fotografia aerea: il sito di scavo a Ahihud, dove sono stati trovati i semi di fava coltivati più antichi di tutto il mondo. Credito fotografico: Sky View Company, per gentile concessione della Israel Antiquities Authority.
3. Lo scavo ad Achiud. Credito fotografico: Yaron Bibas, per gentile concessione della Israel Antiquities Authority.
4. Antichi semi di fava coltivati, trovati a Ahihud. Credito fotografico: Kobi Vardi, per gentile concessione della Israel Antiquities Authority.
5. Una punta di freccia da Achiud. Credito fotografico: Kobi Vardi, per gentile concessione della Israel Antiquities Authority.
6. Una figurina da Achiud. Yaron Bibas, per gentile concessione della Israel Antiquities Authority.


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