Niscemi interviene Sigea: atti di compravendita di un immobile, è il colpo nella pistola della “roulette russa”

Niscemi interviene Sigea.  La Società Italiana di Geologia Ambientale propone che gli atti di compravendita di un immobile contengano anche il certificato che descriva i pericoli geologici riguardanti le aree interessate.  "In Italia oggi la popolazione a rischio frane è 1.284.960 e a rischio alluvioni è 6.818.375; gli edifici rispettivamente 742.192 e 1.549.759; le imprese rispettivamente 74.974 e 642.979.  Questi sono i numeri che l’ISPRA raccoglie dall’ISTAT e dalle Autorità di Bacino".    31/01/2026 - "Nessuna delle famiglie che stanno vivendo il drammatico disagio a Niscemi, e quelle che saranno coinvolte nei prossimi mesi, avrebbe investito tutti i propri risparmi per la cosa che tutti riteniamo il rifugio economico, materiale e sociale per eccellenza, la propria casa, sapendo che un giorno una frana l’avrebbe distrutta. Nessuna delle famiglie sfollate, avrebbe con ogni probabilità investito tutti i propri risparmi per la casa sapendo che un giorno una fra...

DEBITO PUBBLICO: ABBIAMO RAGGIUNTO IL PICCO? DIPENDE…

Da Il Campo delle idee - di Ruggero Paladini: "Abbiamo raggiunto il picco del debito pubblico?
Il rapporto debito pubblico, PIL è per noi italiani l’indicatore più delicato. Se escludiamo la Grecia, il nostro è il livello più elevato tra tutti i paesi europei. Il governo sostiene che questo sarà l’anno della svolta. Probabilmente il governo ha ragione, ma una piena certezza non c’è: le variabili e i rischi sono numerosi
11/02/2016 - Probabilmente il governo ha ragione, ma una piena certezza non c’è. Per capire meglio, dobbiamo vedere le variabili in gioco. La prima è ovviamente il debito ad inizio 2016; ancora manca un dato ufficiale, ma se non sarà 132,8% sarà 133%, più o meno lo stesso. La seconda variabile è il deficit del 2016, sul quale, come è noto, si è acceso un fiero braccio di ferro tra Governo italiano e Commissione europea. Renzi vuole arrivare al 2,4%, rispetto al 2,2% che (forse) gli sarebbe consentito, mentre le ultime previsione della Commissione paventano un possibile 2,5%, un pelo sotto il deficit del 2015 (2,6%).

Il flusso del deficit si somma allo stock del debito, e lo fa crescere; ma bisogna vedere come cresce il denominatore del rapporto, cioè il PIL nominale. Secondo le previsioni del governo la crescita reale dovrebbe raddoppiare rispetto all’anno scorso, portandosi all’1,6% e l’inflazione risalire all’1%, per una crescita del PIL monetario del 2,6%. Se i dati sono questi, allora il rapporto debito –PIL scenderà di un punto percentuale, assestandosi al 131,8%.(...)

Comunque, anche con ipotesi pessimistiche su indicate, sarebbero in ogni caso le privatizzazioni a determinare una riduzione del rapporto debito-PIL; secondo il Documento Programmatico di Bilancio 2016 del MEF gli incassi da privatizzazioni dovrebbero assicurare una riduzione dello 0,5% quest’anno e nei due successivi. Tuttavia il fatto che solo con le privatizzazioni si riesce a far scendere il debito non è un messaggio molto positivo per i mercati finanziari, per l’ovvia ragione che le privatizzazioni non possono durare per sempre.

Che dire poi dei due anni successivi?

di Ruggero Paladini

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