Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

PONTE SULLO STRETTO: “IN ALTRI PAESI NON SI È MAI ARRIVATI ALLA DRAMMATICITÀ RAGGIUNTA IN ITALIA”

Messina, 20 febbraio 2016 - Tante persone blaterano sull’argomento Ponte con superficialità disarmante con la presunzione che l’opera non è realizzabile perché è in zona sismica, la struttura del manufatto non reggerebbe nel tempo, l’impatto ambientale sarebbe oltremodo dannoso per gli uccelli che urterebbero contro le strutture e per i pesciolini locali che sarebbero disturbati dall’ombra del Ponte proiettata sulla superficie del mare e, in ultimo, l’opera non avrebbe alcuna valenza economica e quindi sarebbe una cattedrale nel deserto. Tutte le motivazioni sopra indicate sono facilmente confutabili per una semplice ragione: nessuna grande società o impresa privata investirebbe tanti miliardi in una opera che dovrà realizzare a sua cura e spese, per poi assumersi anche l’onere della manutenzione e della gestione per decenni, se non fosse certa che nel tempo avrà un vantaggio economico e che la struttura stessa non fosse in grado di resistere ai fenomeni sismici.

Se avesse avuto qualche dubbio al riguardo avrebbe potuto approfittare della disdetta del contratto da parte del Governo Monti per chiedere il risarcimento danni che di diritto già le spettano, ma la società è disposta a rinunciare a tale risarcimento di centinaia di milioni di euro purché si faccia il manufatto.
Quindi c’è la certezza da parte della stessa società di essere in grado di costruire il Ponte e di trovare sul mercato i finanziamenti necessari per realizzare l’opera.

Considerazioni: in tutte le nazioni del mondo rette da politici di tutte le ideologie di sinistra, di centro di destra (comunisti, socialisti e capitalisti) hanno realizzato in pochi anni, anche in zone fortemente sismiche (California, Cina, Giappone, Cile, Turchia etc etc..) opere infrastrutturali di dimensioni e grandezza impressionanti, grattacieli di oltre 800 metri, più ponti sospesi (Bosforo), ferrovie ad alta velocità. Nel realizzare tali opere in detti Paesi non si è mai arrivati alla drammaticità che si raggiunge in Italia quando si devono fare delle infrastrutture veramente utili.

Antonio Ciuna

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