Niscemi interviene Sigea: atti di compravendita di un immobile, è il colpo nella pistola della “roulette russa”

Niscemi interviene Sigea.  La Società Italiana di Geologia Ambientale propone che gli atti di compravendita di un immobile contengano anche il certificato che descriva i pericoli geologici riguardanti le aree interessate.  "In Italia oggi la popolazione a rischio frane è 1.284.960 e a rischio alluvioni è 6.818.375; gli edifici rispettivamente 742.192 e 1.549.759; le imprese rispettivamente 74.974 e 642.979.  Questi sono i numeri che l’ISPRA raccoglie dall’ISTAT e dalle Autorità di Bacino".    31/01/2026 - "Nessuna delle famiglie che stanno vivendo il drammatico disagio a Niscemi, e quelle che saranno coinvolte nei prossimi mesi, avrebbe investito tutti i propri risparmi per la cosa che tutti riteniamo il rifugio economico, materiale e sociale per eccellenza, la propria casa, sapendo che un giorno una frana l’avrebbe distrutta. Nessuna delle famiglie sfollate, avrebbe con ogni probabilità investito tutti i propri risparmi per la casa sapendo che un giorno una fra...

SANTO STEFANO DI CAMASTRA: SGOMINATA UNA BANDA DI CATANESI DEDITA AI FURTI

Santo Stefano di Camastra (Me), 22 Febbraio 2016 - Specifici servizi volti al contrasto dei furti che avevano il loro baricentro nel hinterland, hanno portato all’arresto, in flagranza di reato, di due catanesi (CADIRI Carmelo, nato a Catania il 24.04.1991, ivi residente e PARISI Giacomo, nato a Catania il 13.07.1979, ivi residente,) ed alla denuncia di altri due soggetti (S.S. cl. 1979 e L.C. cl. 1970 anche loro di Catania), tutti già noti alle Forze dell’Ordine.
In particolare nella decorsa serata di sabato, i Carabinieri della Compagnia di Santo Stefano di Camastra avevano attivato un particolare modulo di servizi orientato a circoscrivere l’area ed innalzare il livello di sicurezza nel week end. La loro efficacia ha consentito di sgominare una banda che, venuta da Catania, si sospetta avesse in animo di sviluppare una serie di furti nella zona.
Si tratta di una rete di perlustrazioni e posti di controllo studiata a tavolino e caratterizzata da un equilibrato connubio frai militari in abiti simulati (con compiti d’individuazione) e le gazzelle dei Carabinieri (cui è assegnato in prevalenza l’obiettivo di bloccare). Il dispiegamento “a massa” su una serie di aree che sono circoscritte ed individuate dai Comandanti delle Stazioni della Compagnia di Santo Stefano di Camastra, finisce per essere l’ ulteriore elemento che ne caratterizza l’efficacia. Questi servizi hanno come elemento comune la presenza d’individualità estremamente motivate e altamente preparate. Questi semplici, ma importanti requisiti, hanno portato l’atteso risultato.

Fra i tanti veicoli passati i rassegna nelle prime ore della notte di sabato scorso, alle 22.00 circa, una Toyota Yaris veniva avvistata dai militari di servizio in abiti simulati che segnalavano la posizione e la direzione di marcia alle gazzelle.

Il dispiegamento a quel punto diventava mirato e chiudeva al mezzo, in modo assoluto, la possibilità d’uscita da Acquedolci. Con questa stretta maglia stradale l’auto della banda, cadeva in trappola.
A bordo gli occupanti apparivano subito infastiditi ed allorquando le due gazzelle intimavano l’alt erano indotti ad assecondare il dispositivo e sottoporsi a controllo. I quattro, a parte il conducente, non avevano i documenti e declinavano le loro generalità, ma l’atteggiamento insofferente e la presenza di un grosso cacciavite ed un paio di guanti da lavoro, occultati nell’abitacolo, insospettivano i Carabinieri e confermavano la fondatezza dei sospetti.

Condotti presso la Caserma di Santo Stefano di Camastra, i militari dell’Arma attivavano l’attività d’indagine in modo più approfondito accertando che due dei componenti della banda, al momento del controllo erano in atto sottoposti al regime degli arresti domiciliari nel loro domicilio catanese per aver commesso, in passato, diversi reati contro il patrimonio.
Al termine degli accertamenti CADIRI Camelo e PARISI Giacomo sono stati tratti in arresto per evasione e rinchiusi nel Carcere di Messina Gazzi. Inoltre per tutti è scattata la denuncia penale per il possesso di arnesi atti allo scasso e per aver declinato false generalità ai Carabinieri al momento del controllo.

Alla data odierna l’A.G. competente presso il Tribunale di Patti (ME), dopo aver convalidato l’arresto, ha trasmesso gli atti al Tribunale di Catania dove verrà celebrato il processo per competenza territoriale.

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