Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

LIPARI, SOPRALLUOGO TECNICO ALL’ISTITUTO “ISA CONTI ELLER VAINICHER”

Definita una soluzione al problema delle infiltrazioni verificatesi in un’ala della struttura scolastica
Messina, 18 marzo 2016 - Si è svolto a Lipari il sopralluogo tecnico alla struttura che ospita l’Istituto “Isa Conti Eller Vainicher”. Alla riunione erano presenti il dirigente scolastico prof.ssa Tommasa Barile, l’assessore alla Pubblica Istruzione ed Edilizia scolastica del Comune di Lipari dott.ssa Fabiola Centurrino, il responsabile del Servizio Edilizia scolastica della Città Metropolitana geometra Antonino Miceli, il Capo Area Lavori Pubblici del Comune di Lipari Carmelo Meduri.
L’ispezione è stata programmata a seguito delle diverse segnalazioni relative alle infiltrazioni rilevate negli ambienti della struttura scolastica che hanno portato alla chiusura di dodici classi situate al piano superiore. L’interdizione ha fatto emergere la necessità di reperire altri ambienti idonei per il normale svolgimento dell’attività scolastica, locali che sono stati individuati, con spirito di grande collaborazione ed ampia disponibilità dal sindaco Marco Giorgianni, nel plesso di proprietà comunale sito in località S. Giorgio, di recente ristrutturato e che potrà ospitare otto classi, evitando così l’istituzione del turno pomeridiano.
Le restanti cinque classi mancanti all’appello verranno allocate nelle aule speciali e nei laboratori del “Vainicher”.

Il progetto relativo ai lavori di riqualificazione finalizzati all’eliminazione delle criticità, per un importo complessivo di 180.460 euro, non ha avuto realizzazione perché l’utilizzazione dei fondi in questione, derivanti da economie su mutui, era subordinata all’autorizzazione del Ministero dell’Istruzione e della Regione Siciliana che, con un provvedimento emanato nel 2015, hanno proceduto a bloccarne l’impiego.

I responsabili di Palazzo dei Leoni stanno cercando di trovare la disponibilità di fondi attraverso altri mutui tramite la Cassa Depositi e Prestiti che ancora non ha fornito una risposta.
L’attuale stato di impasse che vede le ex Province siciliane in uno stato di enorme precarietà era stato preannunciato dallo stesso Commissario straordinario dott. Filippo Romano che in diverse circolari, inviate ai dirigenti scolastici ed ai sindaci, aveva lanciato il grido d’allarme per la criticità finanziaria derivata dalla drastica riduzione dei contributi e dalla contemporanea richiesta di somme che il Governo chiede alle ex Province, salasso già pesante nel 2015 e che nell’anno in corso sarà addirittura raddoppiato (17 milioni di euro su un budget totale di 60 milioni di euro).
Nelle circolari il Commissario ha chiarito che, in assenza di risorse finanziarie, le criticità relative all’edilizia scolastica non potranno essere risolte in via ordinaria, cioè con l'utilizzo delle risorse umane e strumentali di cui dispone l'Ente, e ciò comporterà necessariamente la chiusura degli edifici a rischio perché gli unici investimenti che sarà possibile realizzare da qui in avanti saranno quelli specificamente finanziati da risorse regionali o comunitarie.

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