Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

ABORTI A MESSINA: “UNA VICENDA OSCURA CHE SMENTISCE LA MINISTRA LORENZIN”

Nota del Gruppo Pari Opportunità Cambiamo Messina dal Basso sulla "notizia degli aborti clandestini che secondo gli inquirenti si sarebbero praticati presso gli studi privati dei dottori Giovanni Cocivera e Giuseppe Luppino, rispettivamente dirigente del Reparto di Ginecologia ed Ostetricia e primario del Reparto di Anestesia e Rianimazione dell'Azienda sanitaria Piemonte-Papardo"

Messina, 11/05/2016 - La notizia degli aborti clandestini che secondo gli inquirenti si sarebbero praticati presso gli studi privati dei dottori Giovanni Cocivera (*) e Giuseppe Luppino, rispettivamente dirigente del Reparto di Ginecologia ed Ostetricia e primario del Reparto di Anestesia e Rianimazione dell'Azienda sanitaria Piemonte-Papardo, rimbalza oggi sui giornali suscitando giustamente scandalo e indignazione.
I due medici avrebbero infatti convinto le pazienti ad abortire privatamente con la motivazione che la mancanza di posti letto e i lunghi tempi d'attesa avrebbero compromesso la possibilità stessa di operarle presso la struttura pubblica. Una vicenda oscura che risalta negativamente le superficiali considerazioni della ministra alla Salute Lorenzin, la quale vanta una sensibile diminuzione del numero di aborti a fronte di un sempre maggiore numero di medici non obiettori. Non è così.

Alla ministra bisogna rispondere che la diminuzione di aborti nel pubblico si accompagna non di rado con un incremento di interventi nel privato, come in questo caso, soprattutto se si considera che in alcune regioni il numero di medici obiettori raggiunge il 90%, pregiudicando nei fatti il diritto
all'aborto.

Come gruppo Pari Opportunità di CMdB ci sentiamo in dovere di rivendicare ancora una volta il diritto all'aborto, la cui mancata tutela continua a comportare la proliferazione di guadagni illeciti, a discapito della salute e della sicurezza delle donne. È inammissibile che ancora oggi una pratica legittima come l'aborto non sia realmente garantita da un sistema sanitario nazionale che è stato
scientificamente depotenziato e reso inefficace.
Mai più speculazioni sui nostri corpi!

* consigliere comunale del Pdl fino al giugno 2013, candidato nel PD nel 2013,

Commenti