Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

IL RE TORNERA' IN ITALIA, LA REPUBBLICA E' IN AGONIA: MONARCHICI PER IL 'NO'

E' l'articolo di Claudio Torre su Il GiornaLE di oggi, 29 maggio 2016, dal titolo "L'Unione monarchica: "Tra dieci anni tornerà il Re". Nella sala dell'Hotel Massimo d'Azeglio di Roma si sono radunati i monarchici a 70 anni dal referendum su monarchia e Repubblica
Roma, 29/05/2016 - "Alessandro Sacchi, presidente dell’Unione monarchica italiana ha le idee chiare e pensa già ad un ritorno della Casa Reale sul Colle", scrive Claudio Torre su Il Giornale diretto da Vittorio Feltri, schieratosi per il Sì al referendum di ottobre. "È nei fatti che la Repubblica è in agonia. Per questo dovranno trovare una soluzione che accomuni tutti. E qui si può riproporre lo stesso percorso del Risorgimento, con una guida morale terza e imparziale...", afferma il presidente dell’Unione monarchica italiana . Poi pensa ai Savoia e cita anche Padre Pio: "Non lo dico io, lo dice Padre Pio (il santo, in una profezia, avrebbe predetto il ritorno del Re in Italia, ndr). Lo dice uno più autorevole di me…". Poi arriva una sorta di profezia: "Tra dieci anni tornerà la monarchia".

E su Il Tempo, sullo stesso argomento scrive Antonio Rapisarda: "Il Re tra 10 anni sul trono al Quirinale". La previsione del presidente dell’Unione monarchica italiana: "Repubblica in agonia. No al referendum, i Savoia torneranno": «A 70 anni dal referendum, i monarchici riemergono dalle catacombe e tornano a dire la loro - scrive su Il Tempo di oggi 29 maggio 2016, Antonio Rapisarda. - A partire dal no al referendum costituzionale promosso dal governo Renzi, la cui riforma delle istituzioni da queste parti è considerata pericolosa «perché stravolge la Carta e annichilisce il Senato».

Hotel Massimo D’Azeglio, sala gremita. In sala – tra un «W il Re, W l’Italia», i banchetti con i libri e tanti nastrini reali azzurri come spilletta – la celebrità è il principe Aimone di Savoia-Aosta, attuale amministratore delegato della Pirelli in Russia e figlio di Amedeo di Savoia erede al trono sostenuto dall’Umi, di cui ha portato il saluto, che ha ricordato «l’attaccamento della famiglia all’Unione monarchica». Tra i politici presenti vi erano l’ex ministro Giulio Terzi di Sant’Agata, Daniele Capezzone, Cinzia Bonfrisco («È stata sprecata un’occasione», ci spiega riguardo la mancata revisione dell’articolo 139 della Costituzione) e Maurizio Gasparri , mentre tra i relatori - sotto il busto vigile di Vittorio Emanuele II – è l’ex senatore di An Giuseppe Basini, luminare dell’astrofisica, ad attaccare le riforme-pasticcio di Renzi citando Thomas Jefferson, il teorico della costituzione come «vincolo del potere», che «non avrebbe mai avallato né le forzature viste all’epoca del referendum, con l’anticipo della data per impedire il voto dei prigionieri di guerra e la proclamazione dei risultati fatta al posto della Cassazione per non far discutere i ricorsi, né quelle più recenti del 2016, col tentativo di Renzi di creare una sola camera e asservita al governo e composta in gran parte da nominati».

Ma è la revisione dell’articolo 139 della Costituzione - quello che recita «La forma repubblicana dello Stato non può essere oggetto di revisione costituzionale» - la cosa che qui sta politicamente più a cuore: «Libereremo tutti i tabù – spiega Sacchi a Il Tempo - A partire dall’abrogazione dell’articolo 139, tramite l’articolo 138: è intollerabile che in una democrazia parlamentare ci sia una così forte soppressione della volontà popolare». Anche perché, a proposito di volontà popolare, per i monarchici oggi c’è un pericolo da scongiurare.

E che il ritorno delle teste coronate al vertice del Paese non sia una boutade il leader dei monarchici lo spiega così: «È nei fatti che la Repubblica è in agonia. Per questo dovranno trovare una soluzione che accomuni tutti. E qui si può riproporre lo stesso percorso del Risorgimento, con una guida morale terza e imparziale...». Per caso si pensa a uno dei Savoia presente in sala? «Non lo dico io, lo dice Padre Pio (il santo, in una profezia, avrebbe predetto il ritorno del Re in Italia, ndr). Lo dice uno più autorevole di me…». Lui ciò lo ribadisce ridendo, ma non troppo, conslude Antonio Rapisarda

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