Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

PORTALETTERE A GIORNI ALTERNI, CONTINUA LA PROTESTA

12/05/2016 - Si è tenuto questa mattina a Palermo l’incontro tra Azienda Poste e la rappresentanza sindacale (in foto) dei lavoratori postali. La proposta dell’azienda sulla rimodulazione del servizio di recapito, che prevedeva la creazione di una nuova zona con un portalettere che consegna a giorni alterni, non è stata ritenuta accettabile dai sindacati che hanno deciso di continuare la protesta con lo sciopero delle prestazioni straordinarie dal 18 al 25 maggio in tutta la Sicilia.

«È diventata un’emergenza sociale e adesso è scritto anche nero su bianco in un documento ufficiale dell’Assemblea Regionale Siciliana. Poste Italiane non può continuare a fare la sorda mentre attorno c’è un’intera regione che protesta e lamenta disagi». Utilizza toni forti la segretaria provinciale della Slp Cisl di Messina, Gisella Schillaci, su quella che ormai è definita una vera e propria «emergenza lettera» con ritardi che si accumulano e sforano anche i due mesi per la consegna. L’allarme del sindacato nasce dalle continue lamentele che i lavoratori postali registrano durante i loro turni di lavoro. «I disagi nella consegna della corrispondenza ci sono e sono tanti – conferma Gisella Schillaci – ma era tutto scontato e previsto e lo abbiamo evidenziato già prima dell’avvio della fase di sperimentazione del nuovo sistema che a Messina e in Sicilia non può reggere per la vastità del territorio e per la sua conformazione. Ma se a questi problemi strutturali aggiungiamo anche una carenza di organico importante sia nel recapito che, soprattutto, nella gestione e nello smistamento della corrispondenza, ecco la spiegazione sul perché i tempi di consegna della posta si sono allungati in maniera inverosimile. Ma – aggiunge la Schillaci – a Poste Italiane sembra non interessare nulla e vanno avanti per la propria strada, quella disegnata con l’alibi della razionalizzazione e del contenimento della spesa».

L’allarme sulla situazione del recapito a Messina e in Sicilia è stato oggetto anche di una richiesta ben precisa da parte del Sindacato Lavoratori Postali della Cisl Sicilia che ha trovato risposta da decine di parlamentari siciliani che hanno preso nei giorni scorsi attraverso un ordine del giorno dell’Ars che impegna il Governo regionale a «farsi promotore delle più opportune iniziative presso Poste Italiane per addivenire ad una soluzione che garantisca un servizio postale adeguato tutelando gli interessi dei lavoratori del comparto».

Nel documento dei deputati siciliani indice puntato contro «il processo di privatizzazione e quotazione in borsa» di Poste Italiane che «non può puntare esclusivamente al conseguimento dei profitti, con una politica di risparmi sulla forza lavoro». Ma nell’odg si registra come «la politica aziendale priva la collettività di un servizio con forti disagi quotidiani in un contesto di tangibile caos organizzativo».
Già oggi, a Palermo, si terrà un incontro convocato da Poste Italiane con i sindacati per affrontare il delicato tema della riorganizzazione del recapito.

«Cercheremo di ottenere un primo risultato – conclude Gisella Schillaci – Le problematiche affrontate dai parlamentari siciliani su sollecitazione del Slp Cisl Sicilia investono tanto i lavoratori che la popolazione. Bollette scadute, riunioni disattese, posta che arriva mesi dopo è frutto di una grave disorganizzazione che Poste Italiane purtroppo continua a mantenere, disattendendo in massima parte agli accordi sottoscritti e creando confusione e disservizi che non consentono il normale svolgimento delle attività».

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