Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

TAORMINA E LA SICILIA, NON SI FERMA LA REVISIONE DELLA NASPI

La nuova normativa è penalizzante sindacati in audizione alla Camera
24/06/2016 - I nodi per i 300mila lavoratori stagionali del turismo penalizzati dalla riforma, la nuova normativa in vigore dal 01 gennaio 2016 penalizza fortemente i lavoratori stagionali del settore turismo. E’ quanto esposto dai sindacati di categoria il 16 giugno nel corso di un incontro richiesto e concesso dalla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati sollecitando una revisione delle modalità applicative del nuovo regime di assicurazione sociale per inoccupazione.
All’ incontro presso la Commissione Lavoro della Camera è stato presente il segretario regionale aggiunto della Fisascat Sicilia Pancrazio Di Leo - la Fisascat si è attivata da tempo a tutti i livelli per evidenziare il problema Naspi e pensionistico chiedendo di attuare i correttivi necessari per poter evitare un danno economico per i lavoratori stagionali e per l’economia locale delle zone turistiche.

I nodi per il sindacato riguardano in primis il dimezzamento della durata e del valore del sussidio della Naspi a cui sono esposti dal primo gennaio 2016 i lavoratori stagionali del settore turismo. Va salvaguardato il trattamento di integrazione salariale per l’anno 2016 e anni avvenire, la contraddizione legislativa che penalizza i 300 mila lavoratori stagionali del comparto cardine dell'economia italiana.

Al Parlamento chiediamo di rendere strutturale l’intervento di sostegno al reddito Naspi per i lavoratori stagionali del settore turistico pilastri portanti del nostro Pil, con il superamento definitivo della riduzione del 50% della durata e del valore sussidio Naspi con l'effettiva corrispondenza, ai fini del calcolo della prestazione, delle settimane di lavoro prestato – ha dichiarato il segretario generale della Fisascat Pierangelo Raineri.
Per la Fisascat, è necessario affrontare anche le criticità connesse all'applicazione della Naspi e prevedere nuove misure finalizzate a garantire la copertura pensionistica.
Al legislatore – ha sottolineato Raineri - chiediamo di adoperarsi affinché ad ogni settimana di lavoro prestato dai lavoratori stagionali corrisponda il riconoscimento di una settimana di integrazione salariale e di contribuzione previdenziale, altrimenti il rischio reale è che centinaia di migliaia di lavoratori non raggiungeranno mai i requisiti per l’accesso alla pensione”.

È diventata un’esigenza imprescindibile - sostiene Pancrazio Di Leo - rilanciare la necessità di convocare al più presto un tavolo tecnico che coinvolga tutte le associazioni datoriali, dei lavoratori, dei comuni e degli enti interessati, per attivare tutte quelle azioni sinergiche e necessarie a realizzare iniziative che possano rilanciare il settore del turismo e destagionalizzare l’offerta turistica in quei comuni siciliani dove ciò è fattibile e non gravare su ulteriori costi aggiuntivi della Naspi, offrendo ove fattibile più opportunità lavorative e meno precariato.
Non dimentichiamo che i lavoratori aspirano ad un occupazione più lunga, non ad “una stagionalità” ridotta con contratti a termine di due, tre mesi o quattro mesi e successivamente rinnovati mensilmente più volte? ciò a fronte di una stagione che precedentemente alla riforma sulla contrattazione a termine prevedeva contratti di 6 o 7 mesi ed anche oltre".


La Sicilia è la prima Regione ad aver approvato un odg. sulla questione della Naspi ed è un importante risultato per i lavoratori – ha commentato la segretaria generale della Fisascat Sicilia Mima Calabro – e arriva a seguito delle importanti manifestazioni che abbiamo effettuato sul territorio del comprensorio di Taormina ed in tutto il territorio siciliano. Abbiamo centrato l’obiettivo di far deliberare all’Assemblea Regionale un atto espressamente finalizzato ad impegnare il Governo nazionale sulla necessaria rivisitazione della Naspi.
La Fisascat ha sempre ribadito, che la priorità rimane non l’indennità di disoccupazione ma l’implementazione delle opportunità di lavoro e l’estensione della durata dei contratti per i lavoratori.

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