INPS: SOLIDALI PURE CON CHI ATTENDE PER ANNI LE PRATICHE FERME O INEVASE


La nota dell’Inps con cui il Presidente e il Direttore Generale dell’Istituto si dicono solidali con i colleghi destinatari di “cartelli gravemente offensivi ed intimidatori”. Ma gli stessi dirigenti sono pure solidali con tutti i poveri contribuenti esasperati che da anni attendono il semplice disbrigo di una pratica come atto dovuto, mentre le pratiche rimangono inevase per anni senza che i contribuenti vengano avvisati o resi edotti sulle ragioni di tanta lungaggine? Un semplice ricorso avverso addebito riferentesi ad anni in cui un'azienda chiudeva i battenti in passivo, per totale assenza di fatturato, è da anni ferma in Sicilia, dopo che il funzionario si era impegnato a dare ‘notizie’ "nell’arco di poco tempo". Quindi il silenzio è calato sulla pratica e sugli impegni verbalmente assunti dal funzionario

Roma, 22 settembre 2016 - Nella giornata di oggi, nel corso di una manifestazione alla sede provinciale di Genova dell’Inps, "sono stati esposti cartelli gravemente offensivi ed intimidatori nei confronti di alcuni dipendenti dell’Istituto, che svolgono con rigore e dedizione la loro attività". Il Presidente e il Direttore Generale dell’Istituto "sono solidali con i colleghi destinatari di questi atti e assicurano che sarà intrapresa qualsiasi opportuna iniziativa a tutela del loro ruolo e del loro lavoro".
Ma gli stessi dirigenti sono pure solidali con tutti i poveri contribuenti esasperati che da anni attendono il semplice disbrigo di una pratica come atto dovuto, mentre le pratiche rimangono inevase (per anni) senza che i contribuenti vengano avvisati o resi edotti sulle ragioni di tanta lungaggine? Un semplice ricorso avverso addebito, riferentesi ad anni in cui un'azienda chiudeva i bilanci in passivo per totale assenza di fatturato, è da anni ferma in Sicilia, dopo che il funzionario si era impegnato a dare ‘notizie’ nell’arco di poco tempo. Il silenzio è invece calato sulla pratica e sugli impegni verbalmente assunti dal funzionario.

Per carità, non siamo certo acquiescenti con gesti che travalicano la legittima ‘difesa’ da parte del contribuente, già vessato da tasse e burocrazia, ma comprendiamo bene come l’esasperazione possa scaturire in comportamenti ‘accesi’ e veementi. Piuttosto, i dirigenti dell’Inps, al di sopra della formale difesa “d'ufficio” dei “dipendenti dell’Istituto che “svolgono con rigore e dedizione la loro attività”, manifestino altrettanta solidarietà a tutti quei cittadini che “svolgono con altrettanto rigore e pari dedizione la loro attività, ma rimangono nell’inutile attesa di una risposta ad un “ricorso avverso addebito, riferentesi ad anni in cui l'azienda del ricorrente cittadino chiudeva i battenti e bilanci per totale assenza di fatturato”.

A parlare è un cittadino che da più di un anno attende inutilmente, nel silenzio più assordante da parte dell’Inps, qualunque notizia o informazione relativa al suo ricorso per addebito: “L’esasperazione dei cittadini può raggiungere livelli di rottura degli argini. Tanti attendono da anni pratiche ferme, inevase. Giocano con le vite umane. Con le vite di cittadini comuni e povera gente. Mentre i dirigenti che ottengono stipendi con svariati zeri... che ne sanno degli zeri che possono assillare e togliere il sonno e la pace alla gente?”. Queste le parole dell'esasperato utente.

Insulti, aggressioni verbali e danneggiamenti non sono rari negli uffici dell'Inps. Nel marzo 2016 quelli di Viareggio sono stati presi di mira, "tanto da indurre il direttore ad avvisare i cittadini con un cartello all'ingresso, invitandoli a non usare intemperanze nei confronti del personale. Un caso limite, che però la dice lunga su una situazione di altissima tensione su temi importanti come è quello del lavoro", come riferisce www.luccaindiretta.it.

“I cittadini prendono reiteratamente a pugni e calci gli uffici dell'Inps, forse perché esasperati, disperati, e davanti a quello che sentono come un torto subìto, scaricano davanti a una porta chiusa (quella dello Stato) tutta la loro rabbia e frustrazione". 
Segnali di insofferenza verso un muro che si è creato tra i cittadini contribuenti e le istituzioni.

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