PRONTO SOCCORSO: IN SICILIA NE “SALTERANNO” UNA DECINA , I NEBRODI PAGANO DI PIU'

Rete ospedaliera siciliana: presto sarà realtà! L’Anaao Assomed chiede con forza di attivare tutte le procedure di stabilizzazione e procedere con i concorsi. Una riorganizzazione sanitaria che non tiene conto delle esigenze dei pazienti/utenti. La preservazione di un numero più elevato di strutture in alcune aree: Catania, Ragusa, Siracusa che conta 1.900.000 abitanti circa, e quella di Palermo, Trapani, La più penalizzata sarà Messina con 645.000 abitanti, dove si può prevedere che vaste aree di territorio saranno prive di strutture per le patologie tempo dipendenti (l’area dei Nebrodi ad es.).

10/09/2016 - Sembra giunto al termine il lungo percorso di allineamento della Rete ospedaliera siciliana ai contenuti della normativa nazionale. Il “filo rosso” che in qualche modo lega i decreti regionali degli ultimi 18 mesi, sembra adesso individuare nella “rete per l’emergenza”, la base per la classificazione delle aziende ospedaliere e degli ospedali delle aziende sanitarie.Due, i punti sui quali l’assessore Gucciardi ha dato riscontro - su nostra espressa richiesta - e che sono autentici “nodi Politici”:
1) Non ci sarà finalmente una nuova interlocuzione con Roma che evidentemente è soddisfatta di quanto è stato assicurato da Palermo circa l’assetto definitivo della Rete nell’ultimo incontro del 3 agosto scorso;
2) Si potrà dare il via alle procedure di stabilizzazione dei precari e all’attività concorsuale, precedute dal riassorbimento del personale dichiarato in esubero.

L’ANAAO-ASSOMED non può consentire ulteriori dilazioni, per una Sanità regionale ingessata da almeno 4 anni, prima con l’incredibile periodo di commissariamento delle Aziende per la procedura di nomina dei Direttori generali (durata 22 mesi!) e poi con i Decreti assessoriali di rimodulazione della rete ospedaliera con i loro contorti iter amministrativi tra Palermo e Roma.

BASTA! I cittadini, gli operatori sanitari e i dirigenti medici, vogliono certezze e pretendono una sanità gestita in modo trasparente ed efficace per esplicare al meglio la loro professionalità. In breve, la rimodulazione della rete ospedaliera prevede:
3 mega ospedali (Hub), 15 ospedali più piccoli (Spoke), 23 presidi ospedalieri di base, 7 ospedali in zone disagiate e 3 ospedali di comunità. E nel fare questo, “salteranno” una decina di Pronto Soccorso, quelli che non prevedono più di 20 mila accessi l’anno, come se si trattasse di una “navigazione sui social network” con i suoi accessi, i suoi follower, e i suoi like.

Ci ha sorpreso la suddivisione in 4 aree territoriali. Cosa che comporta ancora una volta, la preservazione di un numero più elevato di strutture in alcune aree, rispetto ad altre: vedi l’area territoriale Catania, Ragusa, Siracusa che conta 1.900.000 abitanti circa, e quella di Palermo, Trapani con 1.712.000 abitanti. La più penalizzata sarà Messina con 645.000 abitanti, dove si può prevedere che vaste aree di territorio saranno prive di strutture per le patologie tempo dipendenti (l’area dei Nebrodi ad es.).

A Catania per all’AOUP V. Emanuele, ci chiediamo quale sarà la collocazione dell’ospedale San Marco? Tenuto conto che a febbraio 2017 dovrebbe essere consegnato ma non figura in questa nuova rete? Ed ancora come mai al Policlinico Rodolico non è previsto nessun Pronto soccorso, quando sembrava imminente il trasferimento del P.S. del V. Emanuele nei modernissimi locali appena completati?

Non ci spieghiamo nemmeno come l’ospedale Giglio (a Cefalù) sia stato classificato “di base” con P.S. Ciò comporterà il sacrificio di unità non previste in questa tipologia di strutture (Urologia, Oncologia, Cardiologia, ecc.) con ricadute pesanti sul procedimento di assestamento economico che l’amministrazione stava portando avanti e quindi sui livelli occupazionali.

Sembrerebbe che anche il neo costituito Polo IRCCS Neurolesi-Piemonte, a Messina, possa avere ricadute negative dalla classificazione come ospedale di base, in quanto a questo punto la Cardiologia con UTIC, potrebbe essere eliminata al 31/12/2017. I direttori generali hanno avuto delle indicazioni “personalizzate” sulle strutture da eliminare da ora e fino al 31 dicembre 2017, per adeguare al DM 70/2015 “standard ospedalieri” il numero di unità complesse in ragione della popolazione per ciascun bacino.

Gli ospedali, nella nuova rete, sono inseriti in un network a complessità decrescente dai Dipartimenti di Emergenza e Accettazione (DEA) di II° livello a scendere sino agli ospedali di comunità, si terrà conto anche delle zone insulari e montane (con 7 Presidi sanitari di zona disagiata). Il territorio sarà salvaguardato da Presidi Territoriali di Emergenza e Postazioni Territoriali Medicalizzate, piuttosto che da Presidi Territoriali di Assistenza (PTA) provenienti da rifunzionalizzazione di strutture ospedaliere.

Organizzazione questa che dovrà interfacciarsi con la Rete delle patologie tempo-dipendenti (IMA, Stroke, Trauma Center) e con i Punti nascita. Per l’ANAAO ASSOMED comunque restano ancora molte e forti le perplessità in merito all’attuazione di questo Piano per la Rimodulazione della Rete Ospedaliera.

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